giovedì 12 maggio 2016

Qualche curiosità sul Wollaston...


Nella foto sovrastante vedete l'aspetto di tre soluzioni:
  • cloruro di rutenio (III) in acetone, a sinistra;
  • cloruro di rodio (III) in metanolo, al centro;
  • cloruro di palladio (II) in acqua, a destra.

I cloruri sono forse le forme commerciali più diffuse dei tre metalli nobili, che ho avuto modo di conoscere anche sul piano pratico durante i miei studi universitari.

Il rutenio è stato il metallo al centro della mia tesi quinquennale; il rodio è stato da me impiegato nel corso di alcune esercitazioni di laboratorio al quarto anno; il palladio è il metallo alla base dei catalizzatori da me studiati per la prima tesi, sulle reazioni di carbonilazione riduttiva dei nitroderivati aromatici.

Rodio e palladio sono stati scoperti da Sir William Hyde Wollaston tra il 1803 e il 1805: egli isolò i due metalli da alcuni minerali del platino e li denominò rodio perché formava composti dal colore rosa (= rhodes) e palladio in onore di Pallade, l'asteroide scoperto qualche tempo prima.

Oltre alla chimica minerale, Wollaston studiò anche la chimica delle sostanze organiche, isolando la cistina nel 1810.

Si interessò di fisica (costruì un modello di pila che porta il suo nome) e di metrologia, opponendosi all'adozione del sistema metrico decimale in Inghilterra.