venerdì 14 ottobre 2016

Carboidrati... qualche accenno.

Parlare in modo completo ed esaustivo dei carboidrati è difficile. A meno che non sia necessario sviluppare un corso monografico, bisogna operare delle scelte, vista la vastità dell'ambito da trattare. Per rendersene conto, basti considerare ad esempio solo le formule strutturali dei d-monosaccaridi a tre, quattro, cinque e sei atomi di carbonio.


Quali idee suggerire? quali approfondire? Meglio privilegiare l'aspetto chimico, biochimico o alimentare? A lezione ho tentato di introdurre l'argomento nel modo seguente, piuttosto schematico e forse un po' troppo selettivo.


Ho eseguito, in modo qualitativo, anche l'esperienza che riporto al termine del passo. Il video presente è preso dal web: nessuno ha fatto riprese durante l'esecuzione in laboratorio.


I carboidrati, oltre che costituire un'importante classe di alimenti, forniscono anche materie prime importanti. 

La cellulosa, il composto organico più diffuso al mondo, è necessaria alla fabbricazione della carta, del cellophane, delle pellicole (beh, un po' desuete oggi, con l'avvento del digitale), delle nitrocellulose (per le vernici) e del fulmicotone

Compone le fibre tessili naturali (cotone, canapa, iuta, lino) ed è il materiale di partenza per ricavare il ràyon (cellulosa rigenerata). Non è solubile in acqua: lo è invece nel solfuro di carbonio (con formazione dello xantàto di cellulosa) oppure nel reattivo di Schweitzer. Acidificando le soluzioni di cellulosa, essa riprecipita.

Dall'amido, per saccarificazione (idrolisi), è possibile ottenere zuccheri semplici che poi, per fermentazione alcolica, portano alla formazione di etanolo. Questo processo è noto fin dall'antichità, ed è sfruttato per la preparazione di bevande - quali vino, birra, sakè, etc. 

Oggi ha conosciuto un nuovo interesse al fine di produrre bioetanolo da scarti di lavorazione (es. dei zuccherifici, che producono melasse dalla cui fermentazione si può ottenere etanolo; altre fonti possono essere costituite da cereali, alghe, paglia, legname, etc.).

Il bioetanolo, una volta concentrato (ad esempio, per distillazione azeotropica con benzene), è usato come additivo per carburanti o per produrre additivi (eteri, come ETBE= etìl-terz-butil-etere) ad alto numero di ottano. E' il carburante per il motore Flex, progettato in Italia e diffuso in Brasile - dove il bioetanolo è prodotto dagli scarti di lavorazione della canna da zucchero.

In Italia, bioetanolo è prodotto a partire da cereali amidacei. In Russia, bioetanolo era ottenuto per fermentazione di patate ed era utilizzato per produrre butadiene tramite il processo Lebedev. Il butadiene è la materia prima necessaria all'industria degli elastomeri - e i chimici occidentali dicevano che i russi facevano gomma con le patate...

[continua]