lunedì 26 dicembre 2016

Mr. Bean: the chemist !



... esilerante ...

Questo video regala un sorriso con un mix classico: l'ignoranza della Chimica, lo stereotipo del laboratorio ingombro di oggetti in vetro dalle forme misteriose, traboccanti di liquidi colorati e vapori inquietanti... oltre al solito finale col botto.

Altrove, un simile mix sarebbe davvero pericoloso: ignoranza, incapacità, dabbenaggine... e a saltare, alla fine, sono i nervi di chi è costretto ad aver a che vedere con simili personaggi. A me è capitato:  purtroppo ho incontrato individui di una tal levatura in un luogo dove non dovrebbero essere e che più o meno un anno fa mi hanno portato sull'orlo di una pesante crisi di nervi. 

Qualcuno potrebbe ricordarmi le leggi della stupidità umana enunciate da Carlo Cipolla in un celebre saggio, Allegro ma non troppo: ogni luogo ha la sua quota di stupidi e anche se si individuassero e si eliminassero, tale quota rimarrebbe comunque invariata.


In tempi recenti, uno di questi individui diversamente pensanti si è fatto vivo per e-mail al fine di minacciarmi, intimandomi di non dare corso a un certo lavoro editoriale che sto ultimando, al quale tengo particolarmente: non perché tale lavoro mi procuri lustro e gloria, ma perché raccoglie ordinatamente dei materiali che ho assemblato per la mia apprezzata e pluriennale attività di divulgatore. Lo voglio dare alle stampe solo per il piacere di farlo (e per allungare la mia lista di pubblicazioni). 

Qualcuno ribatterà che la carta si lascia scrivere, qualcun altro che sono solo quisquilie (... pensate a termini più spicci: mi sto a riferendo persone di umili origini sociali, ma qui devo moderare i termini, soprattutto per il rispetto che devo a chi legge): d'altronde vivo in un luogo dove si parla un dialetto che comprende quattro o cinque termini per lodare una persona e un'ottantina per denigrarla. 

Gli individui diversamente pensanti a cui mi riferisco tuttavia provengono dalla bassa veneta: le peculiarità linguistiche permangono, anche se costoro tentano di mascherarle improvvisando grossolani grecismi - che certamente non li fa apparire dotti e tanto meno educati. La cafoneria permane comunque e non si maschera con giacca e cravatta - oppure con un camice, in luogo di un più appropriato toni


Alla ricezione del messaggio intimidatorio ho risposto bloccando i contatti, cancellando tutti i messaggi (questo come atto di puro disprezzo nei loro confronti) e ignorando le minacce: altro non posso fare. Se mi trovassi in climi più mediterranei, forse dovrei ricordare a costoro che tengono famiglia (io no, per fortuna...): ma nel Nordest non vigono tali usanze. 

Alla meschinità, al basso profilo, alla cafoneria qui si risponde con il lavoro fatto di dedizione, impegno e qualità - che gli individui diversamente pensanti non sanno nemmeno cosa sia, visto che normalmente godono di immeritate rendite di posizione (e sull'origine di queste stendo un pietoso velo). 

Preciso ulteriormente: non spendono i loro soldi perché sono benestanti (come benestante lo potrei essere anch'io, sebbene a me poi piaccia impegnarmi nelle mie attività lavorative e non, per il gusto della soddisfazione personale, prima di tutto), ma parassitano indegnamente le risorse altrui e ostentano il diritto a farlo, solo per il vezzo di mostrare che loro possono e (almeno nei limiti del loro diverso pensare) gli altri no. 

Forse qualcuno dovrebbe ricordar loro che tal diritto, da loro ritenuto universale, termina in corrispondenza della porta del loro ufficio. Fuori, le regole sono altre: e volenti o nolenti, minacciosi o meno, pubblicherò questo e altri lavori, senza bisogno di permessi e di benedizioni di inutili e sedicenti padreterni.


PS: rido del fatto che questi individui diversamente pensanti si prodighino in improbabili apologie di Galileo e di Giordano Bruno, per poi essere di fatto più oscurantisti di certi enti (ecclesiastici e statali) del passato, che da bravi collettivisti moderni vorrebbero criticare. 

Non lamentiamoci se poi l'Italia sia al 77esimo posto al mondo per la libertà di stampa: finché diamo a individui diversamente pensanti la libertà di imporre la loro arroganza a discapito del lavoro altrui, non possiamo certo auspicare margini di miglioramento. Ammesso e concesso che si voglia migliorare - e ho molti motivi per dubitarne.