domenica 10 giugno 2018

UN PAIO DI NOTIZIE...

In questi giorni è forse passata inosservata ai più la notizia dell'acquisizione di Monsanto da parte della Bayer: il colosso delle biotecnologie agroalimentari è stato inglobato dalla nota casa farmaceutica, e l'evento è stato accompagnato dall'annuncio che il marchio "Monsanto" sparirà.

Certamente i chimici in formazione continueranno a studiare il processo Monsanto per la sintesi dell'acido acetico (via carbonilazione del metanolo catalizzata da complessi di rodio) e il processo Monsanto per la sintesi dell'L-DOPA (via idrogenazione asimmetrica di un precursore contenente un legame insaturo C=N). Monsanto ha poi legato il suo nome ai semi trattati e al glifosato, il noto erbicida di formula: C3H8NO5P

Bayer, per noi comuni mortali, significa invece aspirina, il noto farmaco antipiretico e analgesico commerciato in pastiglie effervescenti.


In realtà, la Bayer-AG è nata nel 1863 (quindi 155 anni fa) per fabbricare coloranti a partire dal catrame di carbone; nei suoi laboratori sono stati scoperti negli anni farmaci come la fenacetina, l'eroina, i sulfamidici e l'antibiotico a largo spettro ciprofloxacina; materie plastiche come i policarbonati e i poliuretani; insetticidi appartenenti agli organofosfati (come il tabun), da cui derivano i temibili agenti nervini.


Dal novembre 1925, la Bayer entrò a far parte dell'IG Farben, azienda che raccoglieva quel che restava delle maggiori industrie tedesche all'indomani della Prima Guerra Mondiale e che ha avuto un ruolo di primo piano nell'ascesa di Hitler al potere.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'azienda fu smembrata nelle sue costituenti originarie: oltre alla Bayer, si ricordano Basf, Agfa e Hoechst (quest'ultima si è fusa poi con Rhone Poulenc per dare Sanofi - Aventis).

Nel corso degli anni, dopo la ristrutturazione, la riorganizzazione e alcune acquisizioni, la Bayer è tornata ad essere un'azienda leader del settore farmaceutico e agrochimico.


Invece, la notizia concernente la riunione di papa Francesco con i dirigenti delle multinazionali degli idrocarburi mi ha fatto venire in mente il Cristo petrolero che emerge dalle acque del lago di fronte alla raffineria di Barrancabermeja in Colombia (ammiratelo in uno scatto condiviso con me da Nicola Pinton, che me lo spedì via chat nel lontano agosto 2015).


A proposito di arie "vaticane": leggere in qualche sito l'espressione "ecologia umana" mi ha lasciato basito. Non tanto per il sostantivo "ecologia", quanto per l'aggettivo: "umana".

Sono solito proporre l'idea che "ecologia" significa letteralmente "discorso sulla casa" (Haeckel docet, ma leggete QUI e QUI) e il riferimento è alla Terra, casa comune di tutti gli esseri viventi che la popolano, casa nostra e allo stesso tempo casa di tutte le specie viventi. Perché "umana"? Perché oggetto di studio di storici, filosofi, teologi - oltre che di economisti?

Non mi resta che informarmi e studiare, ricordando a me stesso che "puzzo troppo da prete per la carriera accademica" - com'ebbe a dire un personaggio che non merita di essere nominato, anche se alberga nei miei ricordi più neri. Anzi: più "rossi".