lunedì 29 aprile 2019

Aprile o novembre?

L'altra sera, il cielo si mostrava particolarmente minaccioso, come potete vedere dalla foto.


Infatti, la pioggia è scesa, fredda e copiosa: come da filastrocca, quando piove il gatto non si muove.


Dopo qualche giorno di precipitazioni abbondanti, le nuvole scoprono le montagne e sulle cime fa bella mostra di sé la neve. Bianca, soffice, fresca.


Ho scattato questa foto con il mio nuovo telefono (si, mi sono modernizzato con uno smartphone)dalla sala de "La miniera", il bar del mitico Max dove mi fermo per pranzare (oggi lasagne agli asparagi). La foto sotto ha per soggetto lo stesso monte (il Dolada), preso dal cortile di casa.


Sul quadrante dell'orologio (casio DW 6600: un autentico cimelio, oggi non più in produzione, purtroppo) leggete la data di oggi, lunedì 29 aprile. Lo stesso potete fare lo stesso qua sotto, nella foto in cui riprendo la valle del fiume Piave e le cime del Cadore.


Che dire? Dicevano "marzo pazzerello, aprile con l'ombrello"... ma bisognerà adattare il detto, sostituendo al parapioggia lo slittino. Cambia il clima e i modi di dire si dovranno adattare, evidentemente.


giovedì 25 aprile 2019

Plastiche qua, plastiche là...

Qualche giorno fa ho assistito ad un'esercitazione, nella quale alcuni ragazzi esponevano i risultati di un piccolo lavoro di ricerca a conclusione di un certo percorso formativo. I temi di queste ricerche personali erano svariati: dai mezzi agricoli ai social network, dalla musica eurodance alla comicità, fino alla BMX...

Tra i lavori più originali e meglio confezionati, uno era dedicato alla "plastica", il materiale che ha plasmato il secolo appena trascorso e che pone più di qualche problema per chi vivrà in quello appena iniziato.


Intanto, una prima critica: non di "plastica", parliamo di "plastiche". Qualcuno suggerirebbe anche altri termini, come "resine", "elastomeri" (se mostrano proprietà elastiche), "polimeri" (con riferimento alla loro struttura, formata da unità, dette monomeri, che si concatenano tra loro a dare vita a strutture in cui si riconosce una ripetitività, alla stregua di perle in una collana).

La storia delle plastiche è stata ripercorsa da Eleonora Polo in un volume di piacevole lettura dal titolo "C'era una volta un polimero" (ed. Apogeo) e non ha senso ripeterla in questo poco spazio.

Prima della dottoressa Polo, altri autori si sono cimentati nel raccontare la storia di un particolare materiale: già ho ricordato QUI Italo Calvino che, con l'aiuto di Primo Levi, ha tradotto in italiano i versi dedicati da Raymond Queneau al polistirene.

Più volte ho menzionato poi il polipropilene isotattico e accennato alla sua scoperta, raccontata in numerosi documentari (e anche su Topolino...).


11 marzo 1954, giorno di Sant'Eraclio: Giulio Natta annota nel suo diario "fatto il polipropilene". Tutta la storia è stata raccontata QUI e molto più dettagliatamente altrove.


Il nuovo materiale, prodotto dalla Montecatini e commerciato con il nome di Moplen, è stato protagonista del boom economico: da un lato perché ha cambiato il modo di vivere degli italiani di allora (travolti da oggetti in PP per ogni momento della giornata e ogni fase della vita) e dall'altro perché la sua produzione ha richiesto la costruzione di imponenti stabilimenti per ottenere, a partire dal petrolio, la nafta vergine; da questa il propilene e quindi il polipropilene isotattico.


Cinque anni dopo la scoperta di Natta nel laboratorio al Politecnico di Milano, in una pianura a sud di Brindisi fu posata la prima pietra nel cantiere per costruire l'imponente impianto petrolchimico. Era l'8 marzo 1959: QUI avevo raccontato qualche cosa, aiutandomi con video e immagini d'epoca linkati da youtube.


Intanto, per televisione, durante il "Carosello", Gino Bramieri reclamizzava il nuovo prodotto con il marchio Montecatini: riguardando quelle vecchie pubblicità, ho scoperto che quell'oggetto usato da mia madre come vaschetta per il bucato è stato concepito originariamente come bagnetto per i bambini.


L'immensa diffusione delle materie plastiche, soprattutto come imballaggi e contenitori monouso, ha comportato l'insorgenza di nuovi problemi, concernenti lo smaltimento di materiali non più utilizzabili, ovvero il riciclo a nuova vita di alcuni di essi o, ancora, la sostituzione con polimeri completamente biodegradabili (come il polilattato che ha sostituito il vecchio polietilene nella fabbricazione delle sportine per la spesa: personalmente ho trovato più comodo riscoprire la vecchia borsa in stoffa o in vimini).

Prima di scegliere se abbandonarci a nostalgie dei bei tempi andati o a facili considerazioni da ecoterroristi, ricordiamo che le plastiche sono state protagoniste di tanti altri piccoli cambiamenti ai quali non si pensa più di tanto, dando tutto per scontato. Ad esempio, chi di voi non ha mai partecipato a una serata Tupperware? Sapete come è nato questo modo di far commercio a domicilio? Proprio grazie a una materia plastica, il polietilene ad alta densità, con la quale sono fatti gli utilissimi oggetti proposti dai rappresentanti… QUI.


E le calze in nylon? E la fotografia? E il cinema? E la diffusione della pratica sportiva? Senza "plastica" non sarebbero stati possibili. E nemmeno sarebbero state possibili molte modalità di intervento oggi attuate nella pratica medica quotidiana, ordinaria o straordinaria che sia, la quale fa uso di molti oggetti in "plastica" (da cannule a siringhe, da cerotti a valvole cardiache...). Pensiamoci bene, prima di desiderare un "mondo senza plastica": lavoriamo invece per ottimizzarne l'uso e favorirne il recupero.

martedì 23 aprile 2019

BERTHELOT

Pierre Eugene Marcelin Berthelot (1827-1907) nasce a Parigi il 25 ottobre 1827, agli inizi del regno di Luigi Filippo; è figlio di un medico che esercita nei quartieri popolari e osserva il padre curare i feriti nei tumulti di quegli anni e gli appestati.

Studente dotato sia per le lettere sia per le scienze, decide di dedicarsi alla chimica frequentando il laboratorio di Pelouze e di Balard, presso il Collegio di Francia. Ottiene la laurea nel 1854, discutendo una tesi su "Le combinazioni della glicerina con gli acidi e la riproduzione dei corpi grassi naturali".


CHIMICA ORGANICA
Riprendendo l'idea di Wohler (sintesi dell'urea) e di Kolbe (sintesi dell'acido acetico), Berthelot riesce a sintetizzare numerosi composti organici a partire dagli elementi che li costituiscono: carbonio, idrogeno, ossigeno, etc.
1855: sintesi dell'etanolo.
1856: sintesi dell'acido formico.
1857: sintesi del metanolo.
1858: sintesi del metano.
1859: ottiene la cattedra di Chimica Organica alla Scuola superiore di Farmacia.
1860: pubblica "Chimica Organica fondata sulla sintesi".
1863: sintesi dell'acetilene e dell'etilene.
1865: ottiene la cattedra di Chimica Organica al Collegio di Francia.
1866: sintesi del benzene per trimerizzazione dell'acetilene.

3 C2H2 ---> C6H6

1867: sintesi dell'acido ossalico.

CHIMICA FISICA
Studiando la sintesi dell'acido formico, osserva che il calore di combustione del composto è maggiore di quello del CO da cui deriva, deducendone che la sintesi assorbe calore - il quale si libera per decomposizione dello stesso.


Misurando il calore scambiato nelle reazioni con un apposito calorimetro da lui ideato con l'aiuto di un allievo (schematizzato nella figura soprastante), Berthelot fonda la termochimica. Egli studia le reazioni esplosive, descrivendo la detonazione e l'onda d'urto; poi si rivolge al calore animale e riprende gli studi di Lavoisier e di Dulong, dimostrando che tale calore proviene dalla demolizione degli alimenti.

CHIMICA AGRARIA
Berthelot dimostra che il terreno si arricchisce di azoto a spese dell'atmosfera grazie all'azione di microorganismi contenuti nel suolo.

STORIA DELLA CHIMICA
1885: pubblica "Le origini dell'alchimia". Successivi scritti riguardano la filosofia, l'etica, l'educazione.
1886: impegnato in politica, si dedica all'istruzione pubblica e nel 1895, agli affari esteri.
1907: muore il 18 marzo, pochi istanti dopo la moglie.

sabato 20 aprile 2019

La novità di questa Pasqua...


Cos'è quello strano oggetto che ho in mano? Mi dicono che funzioni come telefono, come fotocamera, etc. - e mi dicono che abbia pure l'accesso a internet. Da martedì, giorno in cui sarà operativo del tutto, vedremo l'attrezzo in tutte le sue potenzialità. Intanto, ecco il primo scatto con lo smartphone nuovo.


Buona Pasqua a tutti!

mc

lunedì 15 aprile 2019

AVVISO AGLI AMICI...

A causa di una piccola caduta accidentale che ho avuto oggi, 15 aprile 2019, mentre facevo le scale (due alla volta come sempre, solo che si è messo in mezzo un calo di zuccheri) non possiedo più un paio di pantaloni da montagna (poco importa, ne ho un guardaroba pieno) e soprattutto HO IL MIO VECCHIO TELEFONO CELLULARE FUORI USO. 


Ergo: non sono reperibile al telefono e non lo sarò per qualche giorno, finché non cederò alla necessità di comperarne uno nuovo (per la gioia di chi mi vuole su WhatsApp). Peccato. Speravo tanto di festeggiare i dieci anni dall'acquisto del mitico Samsung, a ottobre.


martedì 9 aprile 2019

L'ode al fegato - di P. Neruda

Umile, organizzato amico,

lavoratore alacre,

lascia che ti dia l’ala del mio canto,

il colpo d'aria,

l'elevazione della mia ode:

essa nasce dalla tua invisibile macchina,

essa vola dal tuo infaticabile e chiuso mulino,

interiora delicata

e poderosa,sempre viva e oscura.


Mentre il cuore suona

e attrae la partitura del mandolino,

lì dentro tu filtri

e riparti,

separi e dividi,

moltiplichi e lubrifichi,

aumenti e riunisci i fili

e i grammi della vita,

gli ultimi liquori,

le intime essenze.


Viscera sottomarina,

misuratore del sangue,

vivi pieno di mani e di occhi,

misurando e travasando

nella tua nascosta stanza d'alchimista.


Giallo è il tuo sistema

di idrografia rossa,

palombaro della più pericolosa profondità dell'uomo,

lì sempre ti nascondi,

sempiterno, nella fabbrica,

silenzioso.


E ogni sentimento o stimolo

crebbe nel tuo macchinario,

ricevette qualche goccia della tua elaborazione infaticabile,

all’amore aggiungesti fuoco o melanconia,

una piccola cellula sbagliata

o una fibra spesa dal tuo lavoro

e l’aviatore si sbaglia di cielo,

il tenore precipita con un fischio,

l’astronomo perde un pianeta.


Come brillano sopra gli stregati occhi della rosa,

le labbra del garofano mattutino!

Come ride nel fiume la fanciulla!

E sotto il filtro e la bilancia,

la delicata chimica del fegato,

il magazzino dei cambiamenti sottili:

nessuno lo vede o lo canta,

ma, quando invecchia o logora il suo mortaio,

gli occhi della rosa si chiusero,

il garofano appassì la sua dentatura,

la fanciulla non cantò nel fiume.


Austera parte o tutto di me stesso,

nonno del cuore, mulino di energia:

ti canto e ti temo come se fossi giudice,

metro, fedele implacabile,

e se non posso darmi prigioniero alla purezza,

se le eccessive prelibatezze

o il vino eredità della mia patria

vollero perturbare la mia salute o

l’equilibrio della mia poesia,

da te, monarca oscuro,

distributore di miele e veleni,

regolatore di sali,

da te attendo giustizia.

Amo la vita:

Soddisfami! Lavora!

Non fermare il mio canto.

Pablo Neruda, in Las Nuevas Odas Elementales, 1956.

Traduzione di Stelio Montaletti. Forlì, 2008
Fonte: QUI.

venerdì 5 aprile 2019

I molluschi e il loro ruolo ecologico


Questa mattina ho presentato brevemente i caratteri generali dei molluschi, il secondo phylum del regno animale per numero di specie presenti (il primo posto spetta agli artropodi, di cui parlerò tra qualche giorno).

Il corpo molle giustifica il nome del phylum: molto spesso è sostenuto da una conchiglia in carbonato di calcio (mettete una goccia di acido su un pezzetto di conchiglia per saggiare la caratteristica effervescenza). 

Importante è la presenza di apparati organizzati e soprattutto di un sistema nervoso corredato da organi di senso: i primi esperimenti sulla conduzione nervosa furono fatti da Hodgkin e Huxley sui neuroni di un calamaro.


Sopra propongo il link a un video nel quale il professor Ravagnan, docente al Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Venezia, evidenzia l'importante ruolo ecologico svolto da questi animali: lo mostrerò ai miei discenti la prossima settimana. Merita: è un intervento bellissimo.

(Laguna veneta vista dal satellite)