lunedì 23 gennaio 2017

ELOGIO DEL LEGNO ?

A tutti è noto l’uso del legno come materiale da costruzione e per la fabbricazione della carta. Un tempo dal legno si ricavavano anche altre sostanze: carbone, oli essenziali, solventi, impregnanti, etc. 

Sottoponendo il legno a distillazione distruttiva (spiegata QUI da Giorgio Nebbia), si ricava dapprima una fase gassosa (con la composizione simile a quella del gas di città, ma senza acido cianidrico), seguita da una fase liquida (denominata acido pirolegnoso, comprendente metanolo, acqua, acido acetico, oli essenziali e combustibili) e catrame di legno (da sottoporre poi a ulteriore distillazione per ricavarne fenoli, solfuro di carbonio, carbone attivo).

Sul fondo della storta di distillazione resta infine carbone di legno. Il carbone di legno è un buon combustibile. Un tempo era prodotto nelle carbonaie (poiàt, in dialetto nostro), che tanto interesse suscitano tra i cultori dell’antropologia culturale e degli antichi mestieri. Il carbone di legno era impiegato anche nei processi metallurgici prima del coke.

Dalla distillazione distruttiva del legno Robert Boyle ricavò nel 1661 lo spirito del legno, oggi noto come alcol metilico o metanolo
Alberto Cavaliere ne decantò le virtù in tempi più recenti:

La formula ricavasi
 dal radical metile,
CH3, attaccandogli 
OH, l'ossidrile.

S'ottiene nell'industria 
in quantità assai forte
dal legno, distillandolo 
a secco in ferree storte.

E' un incoloro liquido 
che, puro, ha grato olezzo
Bolle a gradi centigradi 
sessantaquattro e mezzo.


La scoperta di quest’alcol risale a tre secoli e mezzo fa, ma il suo impiego è attualissimo. Oggi non lo si ricava più dal legno ma si sintetizza a partire dal metano, dal quale per reazione con il vapor d’acqua in presenza di nichel si ricavano dapprima monossido di carbonio e idrogeno (processo di steam reforming) e facendo reagire questi si ottiene il metanolo.  

I catalizzatori (a base di rame e di ossido di zinco) che permettono questa sintesi furono oggetto di particolari studi ai quali si dedicarono - fra gli i tanti – anche Giulio Natta e Luigi Casale.


Il metanolo si impiega come solvente, come punto di partenza per la sintesi della formaldeide, dell’acido formico, dell'acido acetico, del dimetilcarbonato, del dimetiletere, del salicilato di metile (essenza di gaulteria), dei biocarburanti, etc.

In Nuova Zelanda, paese dove scarseggia il petrolio, dal metanolo si ricava carburante per autotrazione in un processo denominato MTG (methanol to gasoline), attraverso l’impiego di particolari catalizzatori denominati pentasilicaliti. 

Inoltre, per aumentare il numero di ottano di una benzina (anche di derivazione petrolifera) si aggiunge il metil-terz-butil-etere (MTBE), ottenuto sempre dal metanolo per reazione con l’isobutene su resine polistireniche solfonate che fungono da catalizzatori acidi.