mercoledì 29 dicembre 2021

Vita e morte nell'invisibile (III)

Dicembre 2021 sta per andarsene, dopo avermi portato una piccola soddisfazione, quella di aver presentato presso la splendida sala del Centro Sociale a Tambre (BL) Vita e morte nell'invisibile, il saggio scritto con il professor Renzo Barbazza, dato alle stampe a fine estate 2020, incentrato sul rapporto tra microbi e Homo.


Dopo le parole introduttive della professoressa Sara Bona, in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale di Tambre - Assessorato alla Cultura (che ringrazio ancora per l'opportunità e per l'ospitalità), ho esordito affermando con convinzione che l'esperienza della pandemia-sindemia-endemia ha avuto il merito di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sui grandi temi della microbiologia, un po' passati in secondo piano negli ultimi tempi, almeno nelle nostre comunità. Altrove sono rimasti ben presenti nel corso degli anni, purtroppo.


Nel resto del mio intervento ho cercato di ricordare che i confini della microbiologia sono più vasti di quelli definiti dall'igiene e dalle malattie infettive e abbracciano la veterinaria, l'agraria, l'ecologia, le scienze dell'alimentazione, l'enologia, la geologia, le biotecnologie, il restauro, etc.


L'approccio che prediligo è quello storico e tra le figure che ho ricordato vi è quella del chimico Louis Pasteur, di cui il prossimo anno ricorrerà bicentenario della nascita - avvenuta il 27 dicembre 1822 a Dole, nel Giura francese


Chissà che non vi sia l'occasione di tornare sul tema a breve in altri incontri simili. Intanto mi godo le vacanze invernali, approfondendo lo studio delle Rickettsie, argomento particolarmente interessante dal punto di vista scientifico.

domenica 26 dicembre 2021

Vita e morte nell'invisibile (II)

... e così non tutte le feste vengono per nuocere

Queste, per il Natale 2021, hanno portato anche l'occasione giusta per presentare Vita e morte nell'invisibile, il breve saggio che il professor Barbazza e io abbiamo dato alle stampe alla fine dell'estate 2020, di cui dissi QUI

Trovate nell'immagine sotto le informazioni relative all'incontro, organizzato dal Comune di Tambre, dall'Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca comunale; ricordate che, in ottemperanza alle attuali disposizioni anticovid, è possibile partecipare all'incontro se muniti di greenpass "rafforzato" e indossando una mascherina FFP2.

Grazie di cuore agli organizzatori, a chi ci ospiterà e a chi vorrà intervenire; ma soprattutto grazie a Sara B. senza la quale non sarebbe stato possibile giungere a questo importante momento. Speriamo che il meteo sia clemente e non giochi a sfavore proprio all'ultimo.

sabato 25 dicembre 2021

Un Canto di Natale


Per il giorno di Natale, ecco la celebre pagina di Dickens in versione cartoon (1982).

Niente melodie, niente cori, niente auguri, ma un film d'animazione per pensare...

Ah, evitate di inviarmi messaggi di auguri, ai quali mi prendo la libertà di non rispondere: trovo il refrain "a te e famiglia" così vuoto ed inutile - e questo ormai da tanto tempo.


Ben inteso: benché sia sereno e tranquillo e le buriane peggiori siano ormai passate, non ho bisogno di ostentare finta felicità, non ho bisogno di vestirmi a festa, non ho bisogno di scambiare regali, non ho bisogno di serpi che strisciano per casa, non ho bisogno di ridicole veneri attempate che credono ancora di essere desiderabili (quando già faticano ad essere compatibili) e nemmeno di veneri meno attempate ma pur sempre fonti di seccature. 

Continuo a non credere nel matrimonio e in tante altre cose che farebbero contenti preti e collettivisti di varia natura - ma non me. E quanto sono felice (e profondamente grato) di non avere questo bisogno e altri; preferisco solitudine, silenzio e pace per leggere, studiare e preparare le prossime conferenze e altre cose con cui riempirò la prima parte dell'anno venturo. 


Caro Gesù, è il tuo 2021esimo compleanno e il mondo non è poi tanto cambiato: ci sono sempre gli Erode che uccidono gli innocenti e i magi che inseguono le stelle; ci sono sempre più pecore che pastori, e ancor più pecoroni e tanti lupi; ci sono i perseguitati che fuggono e quelli che trovano le porte chiuse e che si sentono dire che "non c'è posto" - un po' come è capitato anche ai tuoi genitori, stando al racconto dell'evangelista Luca. Il guaio peggiore è che non c'è posto per te nel lev degli uomini. Come già scrisse Silesio, mille volte potresti nascere nella grotta di Betlemme ma invano, se non nascessi almeno una volta nel mio... lev.



mercoledì 22 dicembre 2021

Acido citrico: il suo ciclo e qualche saggio

E così dedico l'ultima lezione del 2021 al ciclo di Krebs, uno dei miei argomenti prediletti che per un motivo o per l'altro accompagnerà i miei discenti fino all'esame. Che dicano la loro preghiera, QUI

Provo sempre una certa emozione nel raccontarlo, ma quest'anno ancora di più in quanto ricorreva un importante anniversario riguardante il suo scopritore, come accennai QUI.

Nelle cellule eucariote, esso trova posto nella matrice dei mitocondri (QUI); la successione di reazioni che lo costituiscono avviene anche all'interno dei procarioti (ma non di tutti).

La successione degli intermedi assume la musicalità di una filastrocca:

Citrato, isocitrato

Alfa-cheto-glutarato

Succinil-coenzima A:

siamo giunti alla metà.

Succinato, fumarato

che idratato dà malato

il quale è poi deidrogenato

ad ossalacetato...


Detto così, sembra quasi un'opera di Gianni Rodari... manca la musica di Sergio Endrigo. In realtà ci ha pensato il prof. Grossi a dedicare al ciclo di Krebs una canzone, che potete ascoltare QUI. Oltre rime e note, la difficoltà sta nel cercare di capire in ogni step che cosa accada dal punto di vista chimico, quali enzimi e quali cofattori intervengano e andando oltre le cose cominciano a complicarsi.

La prima reazione concerne la condensazione dell'acetil-CoA con l'ossalacetato (che, come possiamo leggere nella filastrocca, chiude la successione dei vari intermedi e diventa a sua volta il reagente della prima reazione: ecco perché questa via metabolica costituisce un ciclo, in quanto il prodotto dell'ultima reazione diventa il reagente della prima). Si forma così acido citrico: infatti il ciclo di Krebs è noto anche come ciclo dell'acido citrico. E poiché l'acido citrico contiene tre gruppi funzionali -COOH, il ciclo di Krebs è detto anche ciclo degli acidi tricarbossilici, abbreviato in TCA (Tri-Carboxylic-Acid).

L'acido citrico contiene anche un gruppo funzionale -OH. La sua formula bruta è C6H8O7. Puro si presenta come un solido cristallino bianco: si ricavava un tempo dagli agrumi (da cui il nome, legato al genere botanico Citrus) anche se si trova in tutta la frutta. Scheele lo isolò dal succo di limone. 

Oggi viene prodotto ingegnerizzando alcuni ceppi di Aspergillus Niger all'interno di bioreattori, che operano a bassi valori di pH e con sequestranti del ferro: ciò blocca il TCA al primo step, causando un accumulo di acido citrico che è prelevato e purificato. 

Il target è prodotto in quantità di 1.6 M di tonnellate annue e viene usato nella formulazione di detergenti, disincrostanti, farmaci, cosmetici; come additivo alimentare o venduto come tale in confezioni da un chilogrammo (attenzione: puro oppure in soluzione concentrata può causare serie ustioni alla cute e alle mucose).

Per aggiungere alla trattazione teorica una parte sperimentale, potremmo pensare di riconoscere l'acido citrico e all'uopo si potrebbe tentare una serie di prove. Discente! D'ora in poi mi rivolgo a te.

PRIMA PROVA. Prendine una punta di un cucchiaino, mettila in un bicchierino, aggiungi un cucchiaino d'acqua deionizzata (va bene quella commerciale per i ferri da stiro per il nostro scopo) e discioglilo. Immergi una cartina tornasole: se questa si arrossa, la soluzione è acida (e pertanto la sostanza è un acido). 

SECONDA PROVA. Alla soluzione preparata come prima, aggiungi una punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio. Se noti effervescenza, la soluzione è acida per la presenza del gruppo -COOH. 

TERZA PROVA: reazione di Uffelmann. Questa è più difficile da realizzare. Procurati, in farmacia, del cotone emostatico al cloruro ferrico e qualche grammo di acido salicilico (o di salicilato di sodio). Prepara una soluzione alcolica di acido salicilico; intingi un batuffolino di cotone emostatico al cloruro ferrico: questo diventerà viola. Intingi ora il batuffolino viola nella soluzione che pensi sia di acido citrico (quella al punto primo): hai una parziale conferma se diventa bianco. 

Potrebbe essere anche un altro idrossiacido: acido lattico, acido malico, acido tartarico e altri danno un viraggio simile (ma dubito che siano così disponibili in commercio). 

Per concludere, l'acido salicilico è poco solubile in acqua, lo è di più in etanolo, e con il cloruro ferrico da un precipitato viola (saggio per i fenoli); tale precipitato vira al giallo chiaro con l'acido citrico in soluzione (reazione di Uffelmann). L'acido citrico è maggiormente solubile in acqua rispetto all'acido salicilico.

QUARTA PROVA: l'acido citrico in soluzione (punto primo) reagisce con metalli (es. nastro di magnesio, granuli di zinco, alluminio...) con sviluppo di idrogeno. La reazione è accelerata da qualche goccia di solfato rameico in soluzione acquosa, che agisce da catalizzatore.

PROVE SPECIFICHE. Le reazioni specifiche per il citrato prevedono l'uso di nitroprussiato o di reattivi a base di Hg che è meglio evitare di avere in casa o in un laboratorio scolastico.

lunedì 20 dicembre 2021

Handel -- Concerto Grosso Op. 3, No. 3


Questa sera mi concedo un delizioso stacco musicale con questa favolosa pagina di Haendel... dopo tanti giorni di dolori fisici, un po' di ristoro fa bene anche a me - qui, seduto in salotto, avvolto da una coperta, con la legna che arde nella stufa, e l'odore del brodo che si diffonde e abbraccia l'anima, in attesa di scaldare lo stomaco una volta bevuto. 
E fuori... la neve, che desideravo da bambino per andare con lo slittino e che deploro da adulto come una gran seccatura. E c'è a chi piace! Così al mattino:


E così alla sera


Bello, no? 


No! Io resto qua seduto a sognare ben altro...

sabato 18 dicembre 2021

Out of Africa...

Resta uno dei film più belli di sempre - e certo uno dei miei prediletti.


Grazie a mio fratello Matteo, molto più bravo di me a scovare e a intessere rapporti commerciali con negozi di nicchia, posso godere di una copia personale del film in dvd (detta così, qualcuno potrà ricordare il dottor Guidobaldo Maria Riccardelli con la sua copia personale della Corazzata, la cui proiezione era diventata uno strumento di tortura per Fantozzi e colleghi...).


Out of Africa - La mia Africa: è un film straordinario, ricavato da un libro ancora più straordinario (manco a dire che ho pure quello).


Il libro (molto più ricco rispetto al film) è opera di Isak Dinesen, pseudonimo di Karen Blixen (1885-1962). Il film, intenso e commovente, racconta la storia vera di Karen (interpretata dall'attrice Meryl Streep), giunta a Nairobi nel 1914 per un matrimonio d'interesse con il barone Von Blixen - che non la ama e che finisce per trasmetterle la sifilide


Intanto, però, Karen conosce l'Africa, si perde nei suoi paesaggi e si innamora perdutamente di Denys Finch Hatton (Robert Redford), un avventuriero inglese con cui percorre gli ultimi, profondissimi passi de suo meraviglioso viaggio spirituale. 


Sette Premi Oscar nel 1986, tra cui Miglior Film e Miglior Regia a Sidney Pollack per uno dei film più romantici e contemplativi della storia del cinema. E una colonna sonora bella come poche, tra i temi originali di John Barry e la musica di Mozart.





venerdì 17 dicembre 2021

O Sapienza...

 


La Sapienza di cui si parla nel brano sopra - tratto dall'omonimo libro biblico nella traduzione cristiana interconfessionale in lingua corrente - non è un insieme di nozioni o una collezione di applicazioni: è qualche cosa che illumina la fragilità umana, gravata dai troppi pensieri quotidiani. La Sapienza è dono ma anche ricerca, è desiderio che guida il cammino di ciascuno.

Come invocazione alla Sapienza si presenta la prima delle antifone maggiori (o antifone "O") cantate prima del Magnificat nei vespri dei giorni che precedono il Natale. Nel video finale, l'antifona O Sapientia è cantata in latino e spiegata da un giovane frate domenicano.


PS: è un mio tentativo di guardare al Natale in modo diverso, più spirituale, visto che non amo auguri (anticipo: "... a te e famiglia"), scambi di regali, vestiti belli, messe sfarzose, cori e concerti, cenoni, pandori e panettoni... vediamo se riesco a reggere oppure se sarò tentato di mandare tutto e tutti a quel paese anche quest'anno. Che bello avere una casa in campagna in cui chiudersi a leggere, in pigiama, con una copertina sulla ginocchia e la tisana calda sul tavolino!

mercoledì 15 dicembre 2021

Mah...

Invecchiando ho cambiato idea sul clima e sul meteo, almeno rispetto a quanto affermavo QUI. Non amo l'inverno, il freddo, l'umidità; e sogno ormai da tempo di trasferirmi in paesi più caldi - anzi, quel che avrei voluto per la mia vita contemplava proprio un impegno definitivo in terre lontane, site nella fascia equatoriale. Non importa, ormai è andata così e - sinceramente - spero che non duri troppo a lungo. 


Se non fosse per le meraviglie della Natura, che mi riempiono il cuore di gioia, e tutto fosse invece ridotto a quella socialità che piace tanto a certuni vecchi collettivisti e a una parte dei soliti cristiani, comincerei a nutrire dubbi sul fatto che la vita valga la pena di essere affrontata.


Invece i pianeti che nel loro silenzio si allineano in cielo, come è capitato in questi giorni...


... le nubi che si tingono di rosa al tramonto, mentre il firmamento si incendia ...


... i lumi che si smorzano e - bbonasera, direbbe il Belli - la notte che avvolge con il suo silenzio le pochezze umane svelano tanta bellezza che si perde nelle quisquilie quotidiane di chi cerca di impadronirsi del mondo o di inseguirne le mode o di affogare nel lavoro o nell'etanolo gli affanni e le insoddisfazioni.


E all'indomani, gli uccelli che saltellano sulla neve e volano di albero in albero a mangiare quel che resta dei fichi, beccando qualche insetto incauto, sotto lo sguardo vigile dei gatti sembrano rinnovare il buongiorno sincero, regalando un po' di speranza.


L'uomo, la bestia e la virtù: perché penso a questo capolavoro di Pirandello? Forse perché il sommo autore vi definiva l'educazione come quella cosa che ti insegna ad augurare il buongiorno a persone che manderesti volentieri a quel paese. "Perché civile, essere civile, significa proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi. In corpo, fiele; in bocca, miele".

Fuori dalla finestra, né corvicolombe: merli, passeri, pettirossi, cinciallegre. Pure la ghiandaia.


Eccolo, il pettirosso. Frei aber Einsam Libero ma solo. FAE (Frei Aber Einsam) è l'acronimo che dà il titolo a una sonata per violino e pianoforte scritta a più mani da Schumann, Brahms e Dietrich. Un movimento a testa, e il violinista Joachim avrebbe dovuto indovinare l'autore di ciascuno. Passatempi musicali romantici, tra scherzi ed amicizie. 


Oggi restano la musica e il motto che l'accompagna: libero ma solo. Forse la solitudine è la conditio sine qua non può esserci vera libertà? Mah... e se così fosse, quali alternative?

lunedì 13 dicembre 2021

Ancora spettacoli in cielo...

Nel post pubblicato QUI qualche giorno fa avevo mostrato l'allineamento di Venere, Saturno e Giove, che in questi giorni hanno continuato a dare spettacolo in cielo - e io, nonostante gli acciacchi, non me lo sono perso.

Prima mi sono goduto le luci del tramonto riflettersi sulle nevi che coprono i monti dell'Alpago (sopra) e indorare gli alberi spogli a fondo valle (sotto), presso le acque della vecchia Piave.

Intanto la Luna ha fatto la comparsa sulla scena (ammiratela in alto a destra, sopra le nubi), mentre il Sole se ne stava uscendo - e io l'ho seguito nel cammino passando alla foto successiva.

Volgo infatti lo sguardo a ponente e ammiro il cielo limpido, ricordandomi che l'appuntamento astronomico si consumerà alla mia sinistra, sopra gli alberi.

Esco sul terrazzone, laddove la scorsa estate prosperavano i pomodori e ora tutto è bianco e ghiacciato. Cerco di riprendere - con lo smartphone! - l'evento partendo da Venere, a ovest, e spostandomi verso il primo quarto di Luna, a sud. In mezzo, Saturno si perde e Giove appare come un puntino luminoso ma non troppo.

Per concludere il post, ecco uno scatto dei tre pianeti (la Luna sta fuori, a sinistra: la vedete nella foto in chiusura al post, dove il puntino a destra è invece Giove) allineati.

Poveri i miei congiunti, che ho trascinato al freddo ad ammirare lo spettacolo, mostrando quei piccoli puntini in cielo che per pochi minuti mi hanno riempito di stupore e di meraviglia.


(Luna e Giove)

domenica 12 dicembre 2021

Il concerto di Natale del Coro Minimo


Un vecchio video ci fa apprezzare il Coro Minimo Bellunese mentre esegue un'antica melodia russa (temo che l'armonizzazione di questa sia uno dei miei troppi peccati musicali di gioventù che mai avranno a ripetersi). 
L'esecuzione ci ricorda l'appuntamento con il concerto di Natale per venerdì 17 dicembre alla 20:30 presso la chiesa di San Giovanni Bosco a Belluno, come annunciato sotto dalla locandina ufficiale della manifestazione, condivisa con me dall'attuale direttore, M° Gianluca Nicolai.


Il momento musicale, che vedrà anche la partecipazione del Coro femminile "Arca in Voice" diretto dal M° Enrico Dalla Cort, costituisce un appuntamento imperdibile per gli appassionati: perché si tratta di un ritorno, dopo i mancati appuntamenti col Natale in canto a causa del Covid, e perché si tratta di una festa che celebra gli oltre sessant'anni di attività della formazione corale più longeva della comunità bellunese, fondata nel 1961 dal M° Pietropoli e condotta al successo dal M° Gazzera, direttore principale per oltre trent'anni.

sabato 11 dicembre 2021

Cronache recenti

In questi giorni sono stato chiuso in casa. Negli ultimi giorni di novembre ho avuto un fortissimo mal di gola. Tutto è sembrato risolversi nel giro di poco. Nel frattempo mi sono fatto somministrare pure la 3d. 

Ritorno a casa dalla somministrazione, cena leggera. Seguo alla televisione Mauro Corona, ospite nella trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, insieme ad altri (di un paio, quasi "fissi", farei volentieri a meno, ma non importa: piaceranno a qualcun altro).

Vado a letto. Mi sveglio nel cuore della notte alle 3:40 (ho sempre l'orologio a portata di mano, se non fisso al polso) con crampi fortissimi alle gambe (in particolare alla destra, dove ho le vene varicose), brividi, dolore ai reni (che percepivo caldi), febbre che sale e che arriva a 38.8 °C.

Mi risveglio con quel valore di temperatura, che si mantiene tale per tutto il giorno: nemmeno due compresse di tachipirina da 500 mg lo scalfiscono di una linea. La febbre scenderà solamente il giorno successivo, lasciandomi terribili dolori alle articolazioni maggiori (ginocchio, anca, spalla, gomito, polso) che continuano anche nei giorni successivi.

Urine color ocra, con odore da brodo (vabbé, l'odore non fa testo, è una percezione soggettiva): chissà che ne avrebbero detto gli archiatri del Basso Medioevo, raccogliendola in una matula per osservarne colore e altre proprietà, come dissi QUI.

Mi sono limitato a consultare i loro eredi attuali, i quali hanno formulato - all'insaputa l'uno dell'altro, ovviamente - pareri discordi: per uno tutto il quadro era dovuto agli effetti collaterali della 3d (ma come? Il mal di gola era cominciato prima di riceverla...), per un altro esso deve ricondursi a un'infezione di tipo batterico; etc. Alla fine vi ho guadagnato due giorni di malattia.

Il prosieguo della storia è il seguente. Passano un paio di giorni e tutto il quadro sopra riportato si ripete esattamente identico in mia madre - che però la 3d l'ha fatta settimane fa e con il formulato di un'altra casa farmaceutica; ed ella ha pure ricevuto l'antinfluenzale

Un primo consulto ippocratico sospetta un'infezione da Sars-Cov-2... per forza, da un paio d'anni a questa parte, qualsiasi episodio febbrile o un semplice mal di gola indirizza a ricercare quel patogeno in primis. Evviva i protocolli. E via col tampone (negativo, ovviamente). I sintomi restano e intanto si aggiungono tosse e catarro (sia per lei, sia per me). Nel frattempo, pure il babbo si unisce al club.

Quindi, escludendo l'ipotesi "postumi da 3d" (che non può essere, perché io ho fatto la 3d e i miei congiunti no, perlomeno non negli stessi tempi e non quella 3d): io, fonte d'infezione, ho trasmesso (per via aerea) un patogeno ignoto (... un batterio?) ai miei genitori - in casa non usiamo la mascherina. Batteri a catena; o catena di batteri? Mah.

Il patogeno ha attraversato le naturali barriere difensive e ha prodotto le sue tossine che hanno causato i loro effetti. Ora la cosa sembra risolversi da sola (ovviamente non assumo antibiotici se non sotto prescrizione medica), ma mi chiedo: qual era il patogeno? Il tampone oro-faringeo che ho prenotato (in rigoroso regime privato di mia iniziativa) me lo rivelerà? Non esiste solo Covid, a questo mondo. E prima di tornare in classe, voglio essere sicuro di non contagiare nessun altro.

Intanto, ricordando a me stesso che prima di essere fonte d'infezione sono stato infettato pure io, tenendo conto dei tempi di incubazione e di chi, vicino a me, ha presentato un quadro simile (una persona che potrei pensare di bocciare agli esami di riparazione, ad esempio), sono stato in grado pure di stabilire - con una certa sicumera - la data in cui è avvenuta la trasmissione del patogeno: il 23 novembre scorso. Di più non vi dico, segreto professionale.

giovedì 9 dicembre 2021

Cecile e l'idrogeno nelle stelle


Ecco, in apertura del post, uno scatto furtivo che mi permette di introdurmi all'argomento del post. Perché racconto le prime nozioni di astronomia in questo periodo dell'anno? Semplice, perché nei limpidi cieli tardo-autunnali la volta si riempie di meraviglie, come la congiunzione visibile nella serata del 7 dicembre, che ho tentato di cogliere nella foto sottostante mentre sfreccio in auto (la mia Smart guidata dal babbo) all'appuntamento con la 3d.


Un altro scatto l'ho fermato a Sedico, uscendo dall'appuntamento con la 3d. Qui si possono ammirare Giove, Saturno, la Luna e Venere.
 

Il 7 dicembre 1979 moriva l'astronoma anglo-americana, Cecilia Payne-Gaposchkin, la prima scienziata a proporre l'idea che la componente fondamentale delle stelle fosse l'idrogeno e non il ferro come si pensava fino a quel momento. 

Nata a Wendover (Buckinghamshire, Regno Unito) il 10 maggio 1900, ella studiò inizialmente botanica, fisica e chimica presso l'Università di Cambridge. 

Di fronte all'impossibilità di ottenere un titolo in patria a causa del suo sesso, abbandonò l'Inghilterra nel 1922 con l'intenzione di vivere negli Stati Uniti, la cui cittadinanza ottenne nel 1931.

Nel 1925 è diventata la prima persona a raggiungere un dottorato nel settore dell'astronomia al Radcliffe College (attualmente parte di Harvard) e lo ha fatto grazie alla sua dissertazione intitolata "Atmosfere stellari, un contributo allo studio di osservazione delle alte temperature negli strati superficiali delle stelle" (Stellar Atmospheres, Attribution to the Observational Study of High Temperature in the Reversing Layers of Stars). 

Applicando la teoria della ionizzazione sviluppata dal fisico Meghnad Saha per poter collegare esattamente la classificazione spettrale delle stelle alle loro temperature assolute, la tesi stabiliva che l'idrogeno era la componente principale delle stelle. Alla Harvard University ebbe come direttore della tesi Harlow Shapley.

Tuttavia questo fatto non fu accettato nell'immediato né dalla comunità scientifica né dai suoi professori, e ciò lo dovette dire nella stessa tesi, perché in quel momento si pensava che la componente massiccia delle stelle fosse il ferro. Più tardi, altre indagini indipendenti sostennero l'idea della Payne e i suoi insegnanti hanno dovuto riconoscere il loro errore. 

L'idea fu tuttavia ripresa anche da Henry Norris Russell, che la fece sua e la pubblicò senza menzionare il contributo della Payne. Russell divenne celebre poi per il diagramma HR che classifica le stelle e permette di descriverne lo sviluppo. Lo avevo pubblicato anche QUI.

La vita di una stella inizia con il crollo gravitazionale di una nebulosa gassosa di materiale composto principalmente da idrogeno, insieme ad elio e tracce di elementi più pesanti.

Quando il nucleo stellare è abbastanza denso, l'idrogeno inizia a diventare elio attraverso la fusione nucleare, rilasciando energia durante il processo. 

I resti dell'interno della stella portano l'energia fuori dal nucleo attraverso una serie combinata di processi di radiazione e convezione. La pressione interna della stella evita di collassare ulteriormente con la propria gravità. 

Quando l'idrogeno è esaurito nel nucleo, una stella con almeno 0,4 volte la massa del Sole si espande fino a diventare una gigante rossa, in alcuni casi fondendo elementi più pesanti nel nucleo o in strati esterni intorno al nucleo (come carbonio o ossigeno). La stella allora si evolve fino ad una forma degenerata, riciclando una porzione della sua materia nel mezzo interstellare, dove contribuirà alla formazione di una nuova generazione di stelle con una maggiore proporzione di elementi più pesanti. Nel frattempo, il nucleo diventa una rimanenza stellare: una nana bianca, una stella di neutroni, o (se è abbastanza massiccia) un buco nero.

La composizione chimica di una stella varia a seconda della generazione a cui appartiene. Più antica è e più bassa è la sua metallicità (termine che designa il concetto astrofisico utilizzato per descrivere l'abbondanza relativa di elementi più pesanti dell'elio in una stella). 

All'inizio della sua vita una stella simile al sole contiene circa il 75% di idrogeno, elio al 23% e il restante 2 % comprende elementi più pesanti, apportati da stelle che hanno terminato il ciclo prima che nascesse. Queste percentuali sono in massa; in numero di nuclei, il rapporto è il 90% di idrogeno e il 10% di elio.

Durante un viaggio in Europa nel 1933, Cecilia Payne incontrò l'astrofisico russo Sergei Gaposhkin, che sposò l'anno successivo negli Stati Uniti d'America. Ebbero tre figli, Edward, Katherine e Peter.

La nostra scienziata continuò a trascorrere tutta la sua carriera accademica ad Harvard. Per diversi anni non ebbe incarichi ufficiali, fino a quando, nel 1938, le fu concesso il titolo di astronoma. Fu la prima donna a raggiungere il posto di insegnante associata ad Harvard - nel 1956.

Tra i premi e le distinzioni che ha ottenuto, spiccano il Premio Annie J. Cannon in Astronomia (1934) e la Lecture di Henry Norris Russell dell'American Astronomical Society (1976). L'Asteroide 2039 Payne-Gaposchkin è così chiamato in suo onore.

domenica 5 dicembre 2021

Recordare...


La mattina del 5 dicembre 1791, Johannes Chrisostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, per tutti Amadeus, non era più. Spirò nel suo letto, a 36 anni non ancora compiuti, non si sa per quale misteriosa malattia (qualcuno dice scarlattina complicata, qualcun altro tubercolosi) oppure, assai meno gloriosamente, per le conseguenze di un pestaggio punitivo da parte di un marito furibondo al quale il celebre compositore aveva ingravidato la moglie.

Lasciò sul tavolo da lavoro un Requiem incompiuto: anzi, "il" Requiem forse più famoso della storia della musica, avvolto da un'aura di leggenda, completato dai suoi allievi e rivisitato, in tempi recenti, da numerosi musicologi che si sono sbizzarriti a sgrezzare certi interventi strumentali e ad aggiungere fugati - forse previsti dall'autore ma non sviluppati dai suoi discepoli.

Nel video possiamo ascoltare le note del "Recordare", un quartetto vocale, dove le voci si intrecciano in brevi spunti imitativi intonando una parte delle strofe della sequenza dei morti, laddove le parole ricordano la prima venuta di Cristo nell'attesa della seconda. L'esecuzione risale a trent'anni fa, nel bicentenario della scomparsa di Mozart.

L'anima del fedele si rivolge al dolce Signore ricordandogli che ella, carica di peccati, è la causa della sua "via" - da intendersi sia come "venuta" nel mistero dell'Incarnazione sia come "via della Croce" nel mistero della Passione e morte. 

E oggi, nelle chiese cristiane, per questa seconda domenica di Avvento, è stato proclamata la pericope che invita a preparare la via al Signore che viene... "ogni uomo vedrà la salvezza di Dio". 

Il Natale - per chi ci crede - si avvicina: e non c'è bisogno di chiamarlo semplicemente festività, come vorrebbe l'ipocrisia di un certo politicamente (s)corretto


Io lo attendo cercando un po' di requie (no, non quella eterna, almeno per ora) e di tempo da dedicare a qualche ritemprante lettura. Intanto, stamattina, è stato celebrato sotto la neve il primo anniversario nel ricordo della nonna scomparsa un anno fa.

sabato 4 dicembre 2021

Natale a Tambre - calendario degli eventi

Dicembre porta seco un calendario ricco di festività - laiche e religiose - e di appuntamenti: culturali, sportivi, ricreativi, goliardici.

Sopra potete vedere nell'insieme l'offerta del Comune di Tambre, che comincerà domani - 5 dicembre - e proseguirà fino a febbraio.

Al centro del manifesto troviamo l'appuntamento del 28 dicembre, alle ore 17:45, presso il Centro Sociale: Renzo Barbazza ed io presenteremo il nostro lavoretto sul mondo dei microbi, Vita e morte nell'invisibile, dato alle stampe nel settembre 2020. 

Ringraziamo fin d'ora quanti interverranno (fino a riempimento della sala) e soprattutto chi ha organizzato la serata e tutto l'insieme delle proposte, occasioni importanti per la vita di una comunità di montagna.

Tambre è visibile nella foto in alto a destra, come piccole macchie bianche in mezzo al verde dei boschi: sotto osservate il lago di Santa Croce.