venerdì 24 giugno 2022

Una fuga per Lady Gaga

 

Sempre memore di aver abbandonato Euterpe tradendola per altro (e felicissimo di averlo fatto), dedico questo post all'ascolto di una nota composizione di Giovanni Dettori (1975), musicista milanese dedito, tra le varie cose, a risvegliare l'interesse per la fuga, forma musicale dove, secondo quanto scriveva Robert Schumann con un pizzico di ironia, "una voce scappa davanti ad un'altra e l'uditore davanti a tutte".

La fuga si basa su un'idea musicale chiamata soggetto, imitata all'inizio della composizione dalle varie voci che una ad una entrano per dar vita a quella parte che si chiama esposizione.  

Mentre una voce presenta il soggetto, un'altra la accompagna presentando il controsoggetto: e il ripresentarsi del soggetto accompagnato dal controsoggetto caratterizza tutto lo svolgimento del brano.

Tra una ripresentazione e l'altra si alternano degli episodi modulanti, chiamati divertimenti. Verso il termine della composizione, il soggetto viene presentato dalle varie voci in stretto: una voce annuncia il soggetto e le successive lo riprendono sovrapponendolo, senza aspettare che le precedenti abbiano finito di eseguirlo, in un gioco che l'ascoltatore percepisce come un inseguimento prossimo al termine. 

Il bravo compositore, nel comporre gli stretti, elabora il soggetto guardandolo allo specchio e trasformandolo nel suo rovescio o nel suo inverso: il professore di matematica direbbe che, data una generica y = f(x), è possibile tracciare il grafico di y = f(-x), di y = -f(x) oppure di y = -f(-x) e sovrapporli l'uno all'altro. Qui visualizziamo le prime due possibilità:

Questo lo fa anche Dettori nella sua "Lady Gaga Fugue" verso la misura 50 circa, come potete notare ascoltando il brano e seguendone la partitura al video seguente. 

L'idea di scrivere un brano usando come soggetto un motivo pop ha permesso alla composizione e al suo autore di raggiungere una certa notorietà internazionale. 

La fuga ispirata a Lady Gaga è stata trascritta per diversi organici strumentali, eseguita in concerti e registrata. Di seguito potete ascoltare diversi arrangiamenti sui video linkati da youtube.

Ecco la versione per clavicembalo...


... per trio d'archi ...

... per orchestra d'archi ...

... e per fiati:

A proposito di youtube: trovate molte altre composizioni del maestro Dettori sul web, il quale ha anche un canale, Art of counterpoint, che merita una visita e qualche ascolto. Buona ricerca!

martedì 21 giugno 2022

Buona estate!

Per questioni lavorative, ho trascorso la mattina dell'ultimo giorno di primavera ad Agordo: la clemenza del meteo mi ha permesso di immortalare il massiccio dell'Agner dal parcheggio della nuova sede dell'Istituto Follador.

Sull'erba zampettava un giovane merlo, che non ho mancato di inseguire e fotografare.


Una bella vista dell'Agner si ha anche dai pressi della piazza centrale (il "Broi") della cittadina...
 

Oltre alla chiesa arcidiaconale con le sue due torri campanarie, un altro edificio caratteristico del centro abitato è la Villa Crotta-De Manzoni (nello scatto sotto), nelle cui stalle (restaurate recentemente) trova posto il Museo dell'Ottica: ad Agordo ha sede la casa madre di Luxottica.


Stamattina sono a casa, in attesa del solstizio d'estate, astronomicamente previsto alle ore 11:13. Intanto... Vivaldi!


A. Vivaldi, Concerto in Sol minore per violino e archi. 
L'estate - da "Il cimento dell'armonia e dell'invenzione".

domenica 19 giugno 2022

Caldo, verde e piccole gioie...

Il caldo si fa sentire, Caron dimonio con gli occhi di bragia minaccia un altro anticiclone dall'Africa, altri esami si avvicinano e le mie piante crescono e fioriscono.

La foto non rende bene quanta bellezza si veste di clorofilla e - poco più in là - anche di antociani.


In mezzo a questo verde sono solito telefonare, leggere, scrivere e - se il meteo lo permettere - ricevere gli amici che passano a trovarmi, come ogni estate o quasi.

Le foto non restituiscono i profumi, i suoni e soprattutto la mia serenità nella quiete campestre; e nemmeno le interiezioni e gli intercalari che accompagnano il ronzio di qualche zanzara al calar del sole. Intanto ammirate i peperoncini...


... e i primi peperoni.

Dietro al vaso con la piantaggine, ecco le zucchine e altre verdure in un orto dai contorni più tradizionali.

Invece qualche metro più in basso, le patate sono minacciate dalla famigerata dorifora (ne dissi QUI un anno fa): eccone le voracissime larve.

Infine, ecco l'adulto, al centro della foto: gioia del naturalista, disperazione del coltivatore.


Buona domenica!

mercoledì 15 giugno 2022

Qualche scatto da Belluno...

Propongo in questo post una breve rassegna di scatti da Belluno, mia città natale e luogo dove lavoro, abbracciata da quello che un'amica poetessa in una sua composizione ha definito "un sacello di monti". In questa turnata elettorale è stata interessata dalle elezioni amministrative e il nuovo sindaco è stato eletto al primo turno. Ma non voglio parlare di politica: lasciamo la parola alle immagini, colte con lo smartphone (la vecchia Nikon riposa a causa della mia pigrizia).


Il torrente Ardo verso la confluenza con il fiume Piave


Il cortile delle Scuole "A. Gabelli", rimesse a nuovo di recente


"Dio ti vede" (e Stalin no, gridava Don Camillo)


Belluno da oriente...


La curva della vecchia Piave a ponente


Altro scatto da est, con i Monti del Sole sullo sfondo


Chiesa di Santo Stefano


Abside della Cattedrale di San Martino - da Lambioi



... e per finire una birretta allo Speak Easy!

lunedì 13 giugno 2022

Il cacciator nel bosco...

In questa selezione di scatti, rincorriamo il gatto Rodio mentre si dirige verso la siepe, in un contenuto momento di libera uscita.

Si ferma e si volta, sentendosi osservato: non ama essere fotografato e lo comunica miagolando nervosamente.

In mezzo all'erba, tra una zecca e l'altra, si ferma in silenzio per ascoltare la presenza di qualche animaletto.

Percepisce anche la mia presenza e la cosa non gli garba troppo: guardate che espressione!

Un nuovo suono lo mette in guardia. Che cosa sarà mai? 

E il cacciator nel bosco vide la villanella... la prese per la mano e la condusse a seder... 


No, la canzone sopra non va bene: il cacciator nel bosco prese qualcos'altro, stavolta, e non la mano della villanella. 

Lui, trionfante, si trastulla sopra il tavolo riparandosi dalla calura estiva, mentre la povera preda giace morta e sarà presto consegnata all'attività degli organismi decompositori che in Natura chiudono qualsiasi catena alimentare. 

Ecco che le viscere saranno smontate allora in piccole molecole - ammoniaca, metano, anidride carbonica, ammine ed eterocicli; e gli atomi di cui sono fatte quelle piccole molecole ne comporranno di nuove, in un gioco infinito che smonta e rimonta la materia in sostanze ora semplici ora complesse, in una continua trasmigrazione di atomi.

Ah, vi svelo un segreto: la medesima fine di ciò che resta della preda del gatto toccherà anche alle spoglie mortali di ciascuno di noi... mettetevela via.


Quando corpus morietur
fac ut animae donetur
Paradisi gloria. Amen.

(A. Dvorak, Stabat mater)

giovedì 9 giugno 2022

Attenzione alle zecche!

Si fa un grande parlare del pericolo delle zecche (sopra, in un'immagine vettoriale, la zecca dei boschi, Ixodes ricinus), in questi giorni: un po' a causa delle condizioni meteorologiche, che ne favoriscono la proliferazione, e un po' a causa dei patogeni dei quali esse sono vettori. Alcuni di questi patogeni causano le malattie riassunte nel seguente elenco.

Delle prime due e della penultima, il professor Renzo Barbazza ed io ne avevamo accennato in una breve nota del nostro libro, Vita e morte nell'invisibile, che vi propongo qua sotto.

Anche alla tularemia dedichiamo un paragrafo in un capitolo della stessa opera. Non ci soffermiamo invece sulla babesia, un protozoo che negli animali - domestici e selvatici - causa la babesiosi e che può infettare occasionalmente anche l'uomo. 

Le infezioni da babesia possono risultare asintomatiche oppure, in pazienti immunocompromessi, possono causare un quadro clinico simile a quello della malaria, con febbre ed anemia emolitica. Potete leggere una descrizione completa, destinata ai professionisti, a questo link QUI

Nel video sottostante potete osservare un vetrino con globuli rossi infettati dal parassita.

Per un'immediata lettura, riporto invece dalla stessa fonte linkata prima (MSD Manual) le modalità suggerite per impedire alle zecche di raggiungere la cute, che prevedono di:

  • Rimanere su percorsi e sentieri;
  • Mettere le estremità dei pantaloni negli stivali o nelle calze;
  • Indossare camicie a maniche lunghe;
  • Applicare sulla superficie cutanea repellenti a base di dietiltoluamide.

La dietiltoluamide deve essere usata con cautela nei bambini molto piccoli, perché sono state riportate reazioni tossiche. La permetrina sui vestiti è efficace per uccidere le zecche. 

Nelle aree endemiche è essenziale ricercare frequentemente la presenza di zecche, in particolar modo nelle zone cutanee ricoperte di peli e sulla pelle dei bambini.

Le zecche rigonfie di sangue devono essere rimosse con cautela e non devono essere schiacciate tra le dita poiché questa operazione può causare la trasmissione di malattie. 

Il corpo della zecca non deve essere tirato né schiacciato. La zecca viene rimossa esercitando con una pinzetta una trazione graduale sulla testa. La sede del morso deve essere pulita con alcol. 

L'ammoniaca, la vaselina, l'alcol, i fiammiferi accesi e qualsiasi altra sostanza irritante non sono modi efficaci per rimuovere le zecche e non devono essere utilizzati.

Non è disponibile alcun mezzo che permetta di liberare intere aree dalle zecche, ma è possibile ridurre la popolazione di zecche nelle aree endemiche controllando le popolazioni di animali di piccola taglia (roditori).

sabato 4 giugno 2022

Purgatorio e speranza...

La sontuosità del verde che trionfa nei paesaggi africani, mostrati in qualche scatto al post precedente e in altri, stravince se paragonata a quel poco di cui posso godere io uscendo sul terrazzo di casa. 

Tuttavia mi ritengo comunque fortunato e ho imparato ad amare il mio poco in occasione del primo lock down, durante il quale il povero (si fa per dire) ministro non dormiva di notte (ma io si - e bene anche) e sembra aver scritto: "sono nervoso al pensiero di qualsiasi aggregazione di più di due persone, mi turba persino veder passare le automobili per strada". 

Lo lascio alle sue preoccupazioni: io me ne sono rimasto a casa, in campagna, a godermi la natura, con i piccoli animali che rallegravano alberi e fiori - sia spontanei sia messi a dimora dai miei nonni, da mia madre e, recentemente, anche da me.

Qualcuno mi fa notare che, da allora, me ne sono rimasto in casa del tutto: è vero e infatti oggigiorno esco solo per andare al lavoro o per fare qualche spesa. Vabbè, anche per andare a bere qualche calice di Amarone al Bar Duomo

Pochi istanti fa ho declinato l'invito ad un concerto (non ci vado da anni); mentre scrivo il post sarei dovuto essere in città alla presentazione di un libro - che pur mi interessava moltissimo e che leggerò prima o poi - e sto schivando altri appuntamenti sui quali non mi dilungo.

Ho bisogno di riequilibrare il mio umore, molto giù in questi giorni: e se gli astrologi danno la colpa all'opposizione di Marte, di Giove e a Plutone in quadratura, i biochimici parlano di ricaptazione della serotonina, che qualche farmacista vorrebbe inibire con molecole ad hoc...

Meglio di no... non cerco paradisi artificiali, ma solo un po' di ristoro da questo lungo purgatorio! Posso ancora sperare? Posso? Perché un purgatorio senza speranza (non mi riferisco all'omonimo ministro di cui sopra) temo si debba chiamare in altro modo.

venerdì 3 giugno 2022

Martiri in Uganda

Oggi, 3 giugno, ricorre l'anniversario del martirio di Carlo Lwanga e compagni, colpevoli di essere cristiani nel regno di Buganda, essendo sul trono Mwanga II

A partire dal XV secolo, le popolazioni stanziate nella regione dei grandi laghi dell'Africa orientale vennero in contatto con gli arabi - commercianti di avorio e di schiavi - che diffusero la religione musulmana. 

Con la scoperta del Lago Vittoria e delle sorgenti del Nilo da parte di Speke, intorno al 1860, cominciarono a giungere i primi missionari cristiani: protestanti prima (1877) e cattolici poi (1879).

Mwanga II regnò sui territori meridionali dell'attuale Repubblica di Uganda tra il 1884 e il 1903; la persecuzione anticristiana ebbe inizio il 15 novembre 1885 e terminò il 27 gennaio 1887. Il bilancio fu di un centinaio di vittime, tra i quali Carlo Lwanga e dodici compagni che furono arsi vivi in odio alla fede cattolica il 3 giugno 1886.

Benedetto XV beatificò i martiri il 6 giugno 1920, che furono successivamente canonizzati da Paolo VI in data 8 ottobre 1964. Quest'ultimo pontefice, durante il suo viaggio in Africa del 1969, intitolò loro anche il grande santuario di Namugongo, eretto sul luogo del martirio. Carlo Lwanga e compagni costituiscono il primo caso di fedeli cattolici dell’Africa sub-sahariana ad essere proclamati santi. 

Le immagini del post sono mie ma non sono mie: nel senso che ho scattato le foto allo schermo della TV seguendo un bellissimo documentario sul territorio di questo stato dell'Africa trasmesso il 10 aprile scorso dalla trasmissione Kilimangiaro, condotta da Camila Raznovich su Rai 3.

Tra la salute che peggiora e i soldi che sono sempre meno, il sogno di viaggiare in Africa sfuma: in realtà il mio vero sogno era trasferirmi a vivere in Africa - e se mi fossi laureato in Farmacia anziché in quello che poi purtroppo ho studiato, sarei andato più che volentieri a lavorare in un ospedale missionario. Ormai me la metto via: il sole è tramontato da un po' sui miei sogni e presto tramonterà anche sulla speranza di poter averne ancora. 

giovedì 2 giugno 2022

Da vedere...

Ecco tre video pubblicati sul canale youtube dell'APS Pigmenti, presieduta da Renzo Barbazza. 


Il primo e il secondo si riferiscono alla presentazione e al dibattito seguito alla presentazione di Vita e morte nell'invisibile, condotto da Barbazza. La parte centrale, comprendente la mia prolusione, è stata eliminata su mia esplicita richiesta: qui trovate solo gli interventi iniziali e finali. 


In questo terzo video c'è la prolusione del professor Francesco Maria Avato, che a Longarone è stato ospite in occasione della celebrazione del cinquantesimo della Fraternita di Misericordia, il 21 maggio scorso.


Buona visione!

mercoledì 1 giugno 2022

Qualche ristoro...

Oggi è stata una giornata dal sapore speciale, fatta di tanti piccoli momenti che hanno donato un particolare gusto a ogni istante. Ecco il menù: 

  • Una pausa caffè - di quello buono, al bar e non la solita bevanda dei distributori automatici - con una collega. 
  • Un insolito invito a pranzo da parte dei discepoli del quarto anno, in occasione dell'ultimo rientro, con prosciutto, melone e qualche trancio di focaccia: una scusa per stare con una simpatica compagnia!
  • Una conclusione al Duomo: no, non sono andato a messa, ma al bar vicino alla Cattedrale di San Martino in Belluno per brindare all'ultima lezione con i ragazzi della quinta classe, dai quali mi sono congedato oggi dopo cinque anni di percorso assieme, segnato da varie esperienze (pochissime quelle in laboratorio, purtroppo). 
Onestamente, non saprei dire che cosa sia rimasto loro di tutto questo lungo cammino insieme (che mi ricorda vagamente il syn-odos degli antichi Padri), ma sono felice di aver potuto cogliere l'occasione per lasciare qualche cosa anche al di fuori del contesto scolastico. 

Non pensate ai conti da pagare ma al primo incontro con un vino di qualità che loro non conoscevano e che hanno assaggiato per la prima volta: un Lugana - vino bianco, fermo, servito fresco, dal sapore acidulo e dissetante, che prende il nome dall'omonima località in comune di Sirmione (BS), sulle rive del Lago di Garda

Osservatene il colore nel calice in secondo piano: quello in primo piano, ove si rispecchiano le finestre di un vecchio palazzo, contiene invece un Amarone. La foto è di repertorio, ma i protagonisti sono sempre gli stessi: vini di qualità, il mio collega di filosofia Alberto ed il sottoscritto. Anche cibo e vino sono Cultura.


In questi giorni mi fermerò a riflettere profondamente su che cosa sia rimasto in me dopo questi cinque anni, che si concluderanno veramente con gli esami, tra qualche settimana. E su cosa porterò con me per gli anni a venire di quanto ho imparato da loro: perché un vero insegnante continua sempre ad imparare, anche (soprattutto) dagli alunni oltre che dai libri e dall'esperienza.

Ora però è tempo di cercare anche un po' di (meritato?) riposo: porgi, Amor, qualche ristoro / al mio duolo, ai miei sospir - cantava la contessa ne "Le nozze di Figaro" di Mozart. - O mi rendi il mio tesoro o mi lasci almen morir.


L'esecuzione nel video è di Cheryl Studer, diretta da Claudio Abbado a Vienna, nel 1991.