martedì 7 febbraio 2017

CHIMICA E LETTERATURA ALL'UAA

Ho cominciato ieri il mio ciclo di lezioni all'Università degli Adulti-Anziani (UAA) di Belluno, dedicato a Chimica e Letteratura.

Ho posto l'accento sul fatto che alcuni letterati sono stati conquistati dal fascino della Chimica e non hanno mancato di condividerlo in alcune loro opere.

Ho puntualizzato che per "chimica" s'intende quella da Lavoisier in poi, quando questa scienza fu gratificata da una nomenclatura ragionata per definire elementi e composti, metalli e non metalli, ossidi e anidridi, alcali e acidi.

Goethe usò il concetto di affinità, allora proposto per spiegare il motivo per il quale certe sostanze reagissero e altre no, per interpretare le azioni e le passioni umane, intitolando un suo celebre romanzo Le affinità elettive.


Dissertando sulla forza di attrazione, anche il giovane Giacomo Leopardi riprese il concetto di affinità e dimostrò un certo interesse per le scienze in altri scritti, componendo un Sunto di Chimica e di Storia Naturale all'età di quattordici anni - sebbene il ricordo di Davy e di Volta lampeggi anche nella Palinodia, scritta in età matura.

Edgar Lee Masters, nell'Antologia di Spoon River, offre l'epitaffio di Trainor, il farmacista: questo mescolatore di elementi chimici, riflette sulla prevedibilità delle combinazioni chimiche e sull'imprevedibilità delle azioni umane.


Fabrizio De André sublima la poesia contemplando idrogeno e ossigeno riposare nelle acque degli oceani...


... e poi ancora Levi e Sacks, Gadda e Calvino - che traduce i versi dedicati da Raymond Queneau alla sintesi del polistirene, didascalia per un cortometraggio di Alain Resnais incentrato sulla sintesi di questa comune materia plastica. Alle prossime puntate!

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