venerdì 13 luglio 2018

GMELIN

Leopold Gmelin (1788-1853) era figlio del naturalista Johann Friedrich Gmelin (1748-1804) e di Rosine Schott. Il padre era professore di medicina, chimica, botanica e mineralogia a Gottinga, città dove nacque Leopold.


Egli affrontò i primi studi nella città natale; proseguì a Tubinga, dove fu impiegato come preparatore farmaceutico presso il laboratorio di un parente, Christian Gmelin, e al contempo frequentò le lezioni di chimica di Killmeyer.

Nel 1805, Leopold tornò a Gottinga dove si interessò alla medicina e frequentò le conferenze di Friedrich Stromeyer (lo scopritore del cadmio e della reazione dello iodio con l'amido). Approfondì anche la matematica.

Nel 1811 si recò a Vienna e l'anno successivo fu in Italia, tra Roma e Napoli.

Nel 1813 cominciò la sua carriera di docente ad Heidelberg, la più antica università tedesca.

Nel 1815 fu a Parigi e conobbe Gay Lussac, Thenard, Vauquelin e altri. Due anni più tardi fu acclamato come successore di Klaproth a Berlino, ma preferì ottenere la posizione di ordinario ad Heidelberg, dove ebbe tra i suoi allievi Wohler. Rimase in cattedra fino al 1852 e gli succedette Robert Bunsen.

Si interessò di svariati campi: in chimica inorganica, preparò il ferrocianuro di potassio (1822) mentre compiva ricerche sui composti del ferro e del cianogeno. Wohler preparerà, sotto la sua guida, il ferricianuro di potassio (1825).

In chimica organica, si interessò dell'acido gallico e introdusse nella nomenclatura i termini "estere" e "chetone", in uso ancora oggi.

In fisiologia, il lavoro più importante comprendeva una ricerca sulla chimica della digestione studiata attraverso gli esperimenti, che condusse insieme a Friedrich Tiedemann nel 1826.
Il lavoro, per il quale egli sviluppò tecniche di indagine nuove a quel tempo, conteneva intuizioni fondamentali sul succo gastrico e sulla bile. In questa, Gmelin e Tiedemann scoprirono, tra le varie sostanze, i pigmenti biliari, l'acido colico, il colesterolo e la taurina.

da: C.F. Burdach, Trattato di Fisiologia, ed. Antonelli, Venezia, 1844, p. 501

Introdotto da Gmelin, il test con acido nitrico ha permesso di rilevare i costituenti della bile nelle urine di persone affette da ittero. 
Infine, i due scienziati hanno fornito una nuova interpretazione, più raffinata, dell'assorbimento dei nutrienti attraverso il tratto gastrointestinale.


Importante è il contributo di Gmelin nella sistematizzazione delle conoscenze chimiche agli inizi del XIX secolo, che trova nel suo Manuale di Chimica teorica  l'espressione migliore - e ineguagliata per diversi decenni. La prima edizione (1817-1819) era in due volumi; le successive giunsero fino a tredici volumi - diciannove volumi l'edizione inglese.