giovedì 5 luglio 2018

I "GERMOGLI" DI RENZO BARBAZZA


Sarà inaugurata sabato 7 luglio 2018, presso la Galleria "Rizet" ad Arsié di Ponte nelle Alpi, la mostra "Germogli", che raccoglie alcune opere pittoriche e scultoree di Renzo Barbazza.

Nato nel 1951 a Castion, Renzo mostra la sua attitudine al disegno e alla pittura fin dall'età di 11 anni. Coltiva questa passione in maniera intensa durante l'adolescenza, studiando le opere dei grandi classici, e poi la mantiene viva durante il periodo di frequenza all'università (s'iscrisse a Medicina e Chirurgia) e, successivamente, nei primi anni della carriera che lo ha portato a diventare Primario, prima a Mirano e infine a Feltre, dove è rimasto fino alla pensione - sebbene egli continui tuttavia anche oggi la sua attività di ricerca nel campo della biologia molecolare.


Affascinato dalla capacità degli individui del genere Homo di elaborare manufatti, Renzo ha concepito un sistema di classificazione di tali elaborati denominato "Atlante sincronico-diacronico e diacronico-sincronico", realizzato sotto la sua direzione con la collaborazione di valenti contributori.

La mostra di Arsié raccoglie tuttavia un percorso particolare, nato negli anni universitari dalla ricerca di una sigla originale con cui vergare documenti e certificati. La ricerca di una firma che significhi il suo nome lo ha condotto a intravedere nell'intreccio della R e della B il profilo dell'embrione e a intuire il paragone sigla/nome = embrione/persona.


Ecco che, dopo lunghe riflessioni, il profilo stilizzato dell'embrione diventa il wanderthema che prende vita in una produzione corposa, nell'arco di quarant'anni, dal 1978 al 2018.

L'insieme delle opere, sviluppate secondo un linguaggio astratto che poggia su forti basi razionali (dalla ricerca sui materiali all'accostamento dei colori e oltre, fino alle costruzioni geometriche dettate dalla rigorosa applicazione delle proporzioni auree), assume il nome di Serie 194: il riferimento alla legge che in Italia norma l'interruzione volontaria di gravidanza è voluto, in quanto la prima opera nasce proprio nelle settimane in cui il parlamento votava tale legge.


Lo studio di Renzo continua oltre e guarda alla lezione dei maestri (sopra, la "Ragazza col turbante" di Vermeer nella versione barbazziana), di cui riproduce le opere (QUI avevo proposto la rilettura di Antonello da Messina) e imita lo stile per comprenderne la grandezza al fine di ricostruire una sua personalissima via di espressione, che affermi quanto detto e non detto in un modo che armonizza il già detto con il come non ancora detto. 

Renzo impara, oltre che dagli antichi maestri, anche dalla Natura e dalle cellule di cui osserva al microscopio i mutamenti: ed ecco che i suoi "embrioni-firma" viaggiano come metastasi in tessuti diversi, ecco che ciò che un organismo scarta acquista nuovo significato altrove, lungo un cammino incessante e sempre nuovo.


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