mercoledì 16 agosto 2017

120 anni di "acetilazioni speciali" ...

La storia dell’acido acetilsalicilico comincia nel 1853, quando il chimico francese Charles Frederic Gerhardt registrò il brevetto nel suo paese per la reazione dell’acido salicilico con il cloruro di acetile.

Il composto fu “re-inventato” dal tedesco Felix Hoffmann (allievo di Adolf von Baeyer) il 10 agosto 1897: egli lavorava presso i laboratori della Bayer, industria che produceva coloranti. 


Utilizzando il laboratorio dello stabilimento di Leverkusen, egli cercava il modo di trattare l’acido salicilico, assunto dal padre come antidolorifico, al fine di renderlo meno irritante per la mucosa gastrica. Ci riuscì facendo reagire l’acido salicilico con anidride acetica. 

Il 21 agosto 1897 ripeté la medesima reazione sulla morfina, ottenendo la diacetilmorfina, un antidolorifico ancora più potente che la Bayer commercerà con il nome di “eroina”.


Anche l’acido acetilsalicilico fu commerciato dalla Bayer, a partire dal 1899, con il nome di aspirina: “a” sta per “acetil”, “spir” sta per “spirea” (un genere di piante ricco di acido salicilico, un tempo coltivato nei giardini delle case contadine anche per i grappoli di fiorellini bianchi, tanto gradevoli alla vista) e “ina” era la desinenza data ai farmaci.

Il cespuglio di spirea nel mio giardino, coperto di brina.

L’acido salicilico deve il suo nome al fatto che si trova nella corteccia del salice: già Ippocrate aveva osservato i cervi strisciare le corna ferite - dopo le battaglie amorose - su quest’albero. Fu necessario attendere tuttavia i progressi della chimica nel XIX secolo per avere a disposizione la sostanza pura, ricavata da Leroux e da Piria (il chimico che gli diede il nome attuale).


Industrialmente, l’acido salicilico si ottiene per reazione del fenolo con anidride carbonica, sotto pressione e in ambiente alcalino: la sintesi fu perfezionata da Kolbe nel 1859. L’acido salicilico è poi trattato con anidride acetica per ottenere acido acetilsalicilico e acido acetico.

Esiste una disputa sul nome dell’ideatore di questo processo. Nel 1949, Arthur Eichengrun, direttore del laboratorio dove lavorava Hoffmann, pubblicò un articolo in cui sosteneva di essere colui che aveva pianificato e diretto la sintesi e di essere il responsabile dei primi test clinici. Infine dichiarò che il ruolo di Hoffmann sarebbe stato ristretto all'iniziale sintesi di laboratorio, basandosi sul progetto da lui ideato.


La versione di Eichengrün fu ignorata dagli storici e dai chimici fino al 1999, quando Walter Sneader, del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche della Università di Strathclyde a Glasgow, esaminò il caso, arrivando alla conclusione che ad Eichengrün andasse il merito della scoperta. La Bayer riconfermò la paternità della scoperta ad Hoffmann.

Perché l'aspirina "funziona"? Fu scoperto in tempi assai recenti dal chimico londinese John Vane, che per questo vinse il premio Nobel per la medicina nel 1982. Questa molecola blocca la produzione di prostaglandine e trombossani inibendo le ciclossigenasi (COX), due enzimi coinvolti nel metabolismo dell'acido arachidonico.