giovedì 3 agosto 2017

DOBEREINER, CHI ERA COSTUI ?


Johann Wolfgang Dobereiner fu un celebre chimico tedesco, nato il 13 dicembre 1780 a  Bug bei Hof, in Baviera.

Figlio di un cocchiere, Döbereiner ebbe poche opportunità di istruzione formale; egli fu apprendista di un farmacista, lesse molto, e assistette a lezioni di scienze naturali.

Nel 1810 diventò docente presso l'Università di Jena, ove rimase fino alla morte, avvenuta il 24 marzo 1849.

Notevoli furono i suoi lavori in chimica quantitativa: stabilì i pesi equivalenti di molti elementi (zinco, manganese, nichel, ecc.) e fu tra i precursori dell'uso dei metodi elettrogravimetrici nelle determinazioni analitiche.

Durante le sue ricerche, a partire dal 1817, Döbereiner scoprì degli andamenti ricorrenti in alcune proprietà di gruppi selezionati di elementi. Tali andamenti osservati lo condussero alla formulazione della legge delle triadi (triadi di Dobereiner), uno dei primi tentativi moderni di classificazione chimica - tentativo ripreso poi da Mendeleev e da altri autori.

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Secondo questa legge gli elementi chimicamente simili sono raggruppati in gruppi di tre (per es., zolfo, selenio, tellurio) e il peso equivalente di uno dei tre risulta uguale alla media aritmetica degli altri due. Dobereiner considerava i pesi equivalenti, ma simili considerazioni possono essere formulate tenendo conto della densità oppure del numero atomico.

Fu attivo anche nel campo della chimica organica in cui scoprì la composizione dell'acido ossalico e isolò il furfurolo.


Compì importanti studî pionieristici di catalisi; in particolare, le ricerche sull'azione catalitica del platino nelle reazioni tra gas (l’osservazione più importante porta la data del 3 agosto 1823 e concerne l’accensione spontanea di una miscela di idrogeno e ossigeno assorbiti sul platino) lo portarono, tra l'altro, alla ideazione della lampada che porta il suo nome. 


Fu autorevole e battagliero fautore dell'insegnamento della chimica sperimentale: le sue lezioni erano seguite assiduamente dall’amico Goethe, che si ispirò alla teoria delle affinità per redigere il celebre romanzo “Le affinità elettive”.