lunedì 22 febbraio 2016

SCORCI DI GELA


"Gela antica e nuova" (1964) è il titolo del film dal quale è stato tratto questo spezzone: il testo, di Leonardo Sciascia, esalta la nascita del complesso petrolchimico di Gela, voluto da Enrico Mattei.

Là Eschilo esule 
misurò versi e passi sconsolati
in quel golfo arso l'aquila lo vide 
e fu l'ultimo giorno. 

I versi di Quasimodo ricordano quanto sia antico questo insediamento, che l'uomo del Nord avrebbe voluto trasformare in un tempio dell'industria, sostituendo alle colonne di marmo dei greci con le colonne d'acciaio di un moderno stabilimento. La melodia solitaria, che accompagna le riprese nell'antica fornace per i mattoni, lascia spazio al valzer concertato, composto da Egisto Macchi, che esalta musicalmente l'arrivo del progresso e della tecnica.

Gela, impianti di distillazione primaria del greggio.
Questa vecchia immagine del petrolchimico di Gela mostra l'impianto di distillazione primaria del petrolio greggio: in rosso, a destra, i forni di preriscaldamento, al centro la torre di frazionamento, a sinistra sullo sfondo si intravedono ancora altri impianti simili, che servivano al frazionamento e alla trasformazione a scopi petrolchimici di gas naturali. Tali gas derivano da giacimenti marini, associati a un petrolio molto ricco di zolfo. I gas stessi contengono molto idrogeno solforato che si recuperava per fabbricare acido solforico.

Gela, impianti per il trattamento di gas ricchi di zolfo.
Nelle torri metalliche sormontante dalle impalcature, visibli nella prima e nell'ultima fotografia, avviene il coking: i residui della distillazione atmosferica del greggio sono trasformati in petcoke, usato per alimentare la centrale termoelettrica all'interno della raffineria, della quale si vedono le due alte ciminiere.

Gela in una cartolina dipinta.
L'ultima immagine, tratta da una cartolina d'epoca, mostra gli stabilimenti Anic di Gela in tutta la loro imponenza. Il tripudio di luci sembra quasi uno spettacolo pirotecnico di una sagra paesana in onore della Madonna delle Grazie: invece sono fari di servizio e torce di sicurezza che bruciano in atmosfera gas di raffineria. L'impatto ambientale di lavorazioni così complesse e inquinanti non ha tardato a manifestare le sue nefaste conseguenze.

Lo stabilimento petrolchimico di Gela oggi.

Uomo del Nord: tu non vincerai! 
I mandorli rifioriranno sempre
e il grano coverà
il nostro pane amaro
anche nel fango nero dei catrami... 
(S. Lo Piano)