lunedì 10 dicembre 2018

Una tra le innumerevoli "Storie minime bellunesi"


Ringrazio l'amico prof. Ezio Franceschini per avermi invitato a partecipare, quest'anno, a una bellissima iniziativa editoriale: la sesta edizione di "Storie minime bellunesi". 

Presentato venerdì 7 dicembre al bar "L'insolita storia" a Belluno, l'agile volumetto raccoglie una novantina di storie minime: brevi perle narrative che non superano i mille caratteri (spazi inclusi) e sono unite, pur nella varietà degli stili e delle ispirazioni, dall'acqua come tema conduttore e ispiratore.

L'opera è dedicata al ricordo di due persone: una delle due ho avuto il piacere di conoscerla (GS, con i suoi capelli lunghi e la cicca in bocca, è stato mio professore di informatica ai tempi della scuola media, agli inizi degli anni Novanta. Egli fu uno dei primi docenti di questa materia nella scuola secondaria di primo grado in Italia e io uno dei primi alunni, che giocava con Logo e la tartarughina per disegnare tangram…).

Del volume, segnalo anche i bellissimi disegni e la foto di copertina, scattata dal fotografo (e collega) prof. AB.

Io ho partecipato con questo breve e modesto racconto, ispirato a un ricordo personale degli anni di studio, dal titolo: "L'analisi".


Da: E. Franceschini & Co, "Storie minime bellunesi", Belluno, 2018, p. 44

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