lunedì 1 agosto 2016

CELEBRANDO L'OSSIGENO...

Il 1° agosto 1774, Joseph Priestley (1733-1804) decompose l'ossido di mercurio convergendo su di esso i raggi solari con una lente e ottenne mercurio metallico e ossigeno - che chiamò aria deflogisticata.



Questo lavoro sull'ossigeno è inserito da Priestley in un orizzonte più ampio, comprendente i vari tipi di arie (così chiamavano i composti gassosi a temperatura ambiente) ottenibili con semplici operazioni di laboratorio: siamo nel XVIII secolo, l'alchimia cedeva alla nascente chimica pratiche e strumenti.


Questo specchietto riassume i vari tipi di arie note agli studiosi verso la fine del Settecento: lo stesso Priestley scrisse un trattato su di esse, Experiments and observations on different kinds of airs

Egli preparò, oltre all'ossigeno, anche l'anidride solforosa (trattando il mercurio con acido solforico diluito), l'ossido di azoto e l'ipoazotìde; raccolse l'ammoniaca (aria alcalina) su un bagno a mercurio (anziché su un bagno idropneumatico, introdotto nell'uso di laboratorio da Stephen Hales alcuni decenni prima) e lo stesso fece con l'acido cloridrico.


Non comprese la portata delle sue scoperte, ancorato com'era alle vecchie teorie. Comunicò i risultati dei suoi esperimenti ad Antoine Laurent Lavoisier (1743-1794) nel corso di una cena - mentre si trovava a Parigi per acquistare ossido di mercurio.

Lavoisier fece tesoro dei racconti dell'eccentrico chierico inglese: rifece gli esperimenti (facendosi aiutare dalla moglie, con la quale fu immortalato da David in un celebre ritratto) e notò che combinando il nuovo gas con carbonio, fosforo e zolfo si originavano sostanze acide


Egli pensò che questo gas fosse il principio dell'acidità (cosa poi dimostratasi inesatta) e lo chiamò ossigeno - da oxys = appuntito, perché al tempo si riteneva che le particelle costituenti gli acidi fossero puntute. 

Lavoisier comprese il ruolo dell'ossigeno nella combustione e nella respirazione. Egli raccolse i suoi risultati nel Trattato elementare di chimica (1789), nel quale propose anche una nuova nomenclatura per i composti inorganici: ossidi, acidi, basi, sali.

La tragica fine di Lavoisier è nota: quale appaltatore di tasse durante il regno di Luigi XVI, egli fu condannato alla ghigliottina e la sentenza fu eseguita l'8 maggio 1794. 

Il matematico Lagrange, presente all'esecuzione dell'amico, commentò: "un attimo è bastato per far cadere quella testa e un secolo non basterà per averne una uguale".

Anche Priestley fu vittima della Rivoluzione francese: ne abbracciò con troppo entusiasmo gli ideali e la cosa non piacque ai conservatori inglesi, che bruciarono la sua casa con la biblioteca e il laboratorio. Egli riparò negli Stati Uniti, in Pennsylvania, dove spese gli ultimi anni della sua vita, continuando la sua attività di filosofo e di scienziato.