mercoledì 30 giugno 2021

Coleotteri di casa

Dedico questo brevissimo pensiero ai coleotteri, insetti dalle ali guainate": questo il significato del nome, dal greco koleon = guaina + pteron = ala.

L'ordine dei coleotteri è il più vasto dell'intero Regno animale e comprende centinaia di migliaia di specie diffuse in moltissimi habitat.

In questo post mostrerò alcuni coleotteri che ho fotografato nei giorni scorsi nei pressi di casa. 

I primi appartengono ai Lampiridi, di costumi prevalentemente notturni e caratterizzati da bioluminescenza: per questo sono detti anche lucciole.





Perdonate la pessima qualità delle foto, ma le ho scattate con lo smartphone e i soggetti non rimanevano certo fermi in posa per assecondare le mie manie naturalistiche. 

Mentre scattavo le foto, poi, il gatto Lotus (questo il suo nome imposto al pelosone da mio fratello, noto appassionato di automobili) si metteva tra i piedi e dovevo far attenzione a non cadere e ad inciampare, finché non è stato distratto da un altro coleottero, con il quale ha ingaggiato una mezza battaglia: ecco allora Lotus alle prese con un cervo volante, un coleottero della famiglia dei Lucanidi - tra i coleotteri più grandi presenti in Europa, diffuso anche in Asia Minore e in Medio Oriente.


Rientrato in casa, ho lasciato la porta aperta ed entra in scena un terzo coleottero: non sono un entomologo, ma credo si tratti di uno scarabeo (se sbaglio, qualcuno mi correggerà e di ciò ringrazio in anticipo).


Infine, qualche giorno fa, un giro nel campo delle patate mi ha permesso di osservare le voracissime larve di un altro coleottero (gioia del naturalista, disperazione dell'agricoltore): la dorifora. Ecco come le larve hanno ridotto una buona metà delle piante di patata, consumando voracemente le foglie.


Ingrandisco il dettaglio di alcune di esse tra foglie non ancora intaccate.


Ecco un ulteriore ingrandimento.


Prima di giungere allo stadio adulto, le larve compiono più metamorfosi e tra una trasformazione e l'altra si nutrono delle parti aeree delle solanacee: soprattutto patata (S. Tuberosa) e della melanzana, talvolta del pomodoro e del peperone.


Ecco, nel disegno, l'individuo adulto (a), la larva (b), le uova (c) - di colore giallognolo, deposte sulla pagina inferiore delle foglie; la pupa (d) e il flagello attuato da larve e coleotteri adulti sulle foglie (e). Gli adulti si nutrono anche del tubero. Aveva ragione il buon Vittorio Bridda, nelle sue "Memorie di Toio", a definire la dorifora "flagello delle patate". 


Che fare? Non resta altro che la guerra chimica con un insetticida biologico: lo Spinosad, una molecola di origine naturale, prodotta da un batterio attinomicete, che agisce sul sistema nervoso dell'insetto (ma non dell'Uomo e degli altri vertebrati terrestri: può risultare pericolosa per i pesci). 


Un primo trattamento ha sortito qualche effetto, vedremo tra una settimana se bisognerà ripetere l'intervento.

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