sabato 2 ottobre 2021

Weekend nelle isole di Langerhans

Tanto per restare nei dintorni dell'apparato digerente, in questo post riprendo un articolo dell'anno 2005 dedicato alle isole pancreatiche. Com'è noto, le isole furono scoperte da Paul Langerhans (1847-1888) nel 1869 e descritte nella sua tesi sulla struttura microscopica del pancreas, che si apre con parole quasi profetiche.


Altrove ho ripercorso per sommi capi la storia della comprensione del ruolo di quest'organo per la digestione e per la regolazione della glicemia, come potete leggere QUI e QUI

Nuove scoperte continuano ad arricchire la conoscenza della ghiandola "tutta di carne" (questo il significato del suo nome, attribuitogli da Rufo di Efeso) e del suo ruolo nel metabolismo.

Consideriamo ora il seguente articolo.

Agli inizi degli anni 2000, il successo del trapianto di isole pancreatiche suscitò un notevole entusiasmo e per comprendere meglio la qualità e le caratteristiche delle isole umane utilizzate per il trapianto, alcuni ricercatori eseguirono un'analisi dettagliata dell'architettura e della composizione delle stesse utilizzando la microscopia a scansione laser confocale

Gli isolotti umani, provenienti da sei isolati separati forniti da tre diversi centri di isolamento dell'isolotto, sono stati confrontati con isolotti isolati di topi e primati non umani. 

Come previsto dalle sezioni istologiche del pancreas murino, in isole murine isolate le cellule alfa e delta risiedevano alla periferia rispetto al nucleo formato dalle cellule beta


Ricordiamo che le cellule alfa producono il glucagone, le cellule beta rilasciano insulina e le cellule delta secernono somatostatina. Poi sono state scoperte altre cellule nelle isole, che nell'uomo producono il polipeptide pancreatico (particolarmente abbondanti nel processo uncinato, come si evince studiando la formazione del pancreas nell'embrione), la grelina e altri ormoni.

Inoltre, le isole umane appaiono notevolmente diverse rispetto a quelle murine per architettura, in quanto le cellule alfa, beta e delta sono disperse in tutta l'isola. Questo modello di distribuzione cellulare si evidenzia in tutte le preparazioni di isole umane e in isole di varie dimensioni ed è stato osservato anche nelle sezioni istologiche del pancreas umano. 

L'architettura degli isolotti isolati di primati non umani era molto simile a quella degli isolotti umani. Utilizzando un programma di analisi delle immagini, i ricercatori calcolato il volume delle cellule alfa, beta e delta. 

In contrasto con quanto si osserva nelle isole murine, è stato messo in evidenza che le popolazioni di tipi di cellule delle isole variavano considerevolmente nelle isole umane: si parla di eterogeneità cellulare

I risultati indicano che le isole umane non solo sono piuttosto eterogenee in termini di composizione cellulare, ma hanno anche un'architettura sostanzialmente diversa dalle isole murine ampiamente studiate.

FONTE:

doi: 10.1369/jhc.5C6684.2005. Epub 2005, 27 maggio.

Immagini dal web: non ho ancora macellato nessuno!

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