martedì 21 agosto 2018

FORA PAR LA VALSUGANA (PARTE TERZA)

Borgo Valsugana è una bella cittadina, abbracciata dalle montagne, baciata dalle acque del Brenta e immersa tra meleti e ordinati campi di granoturco. D'accordo, c'è anche un'acciaieria lunga un paio di chilometri che qualche giornalista ha paragonato all'Ilva, ma soprassediamo volentieri, in questo post.


Il Castel Telvana domina l'abitato con la sua torre e il suo bastione e ci riporta al Medioevo, quando la zona fu dominata dai vescovi di Feltre.

Per tutto il XIV secolo, Borgo fu oggetto di contesa tra i conti del Tirolo e le città venete. Alla fine rimase sotto il diretto controllo tirolese fino al 1796, anno in cui si concluse un lungo periodo di pace. Prima Napoleone (agli inizi del XIX secolo) e poi i sabaudi (nel 1866, con la Terza guerra d'indipendenza) costrinsero gli Asburgo a fare della Valsugana una delle zone maggiormente fortificate dell'Impero (e i ruderi dei forti si ammirano ancora oggi e sono oggetto di restauro). 

Nel 1896 arrivò da Trento la ferrovia, che si fermava a Grigno, al confine con il regno sabaudo. 

Durante la Grande Guerra, i disagi per la popolazione civile furono notevoli a causa della prossimità con la linea del fronte. Dal 1918, Borgo Valsugana cessò di essere Austria e seguì le sorti dell'Italia. 

Poco distante, a Pieve Tesino, nacque nel 1881 Alcide De Gasperi - che a Borgo Valsugana morì il 19 agosto 1954.


Come accennavo all'inizio, la cittadina è attraversata dal Brenta: numerosi sono gli edifici che si affacciano su di esso.


Alcuni di essi ospitavano un tempo anche officine, oltre ad abitazioni: oggi si trovano negozi, locali, appartamenti (anche in vendita o affittabili).


Io mi son divertito a cercare di fotografare le luci del sole al tramonto che giocavano a nascondino con i palazzi per poi rivelarsi nei riflessi brentani.


Ammetto anche di aver ceduto alla tentazione di trattenere qualche inquadratura audace...


Dopo uno spritz al Caffé Milano, abbiamo percorso il Brenta verso sud, giungendo a Valstagna, comune vicentino, un tempo porto fluviale e sede di importanti coltivazioni di tabacco.


Il leone di San Marco ruggisce ancora sulla facciata di un antico palazzo e risplende nella notte, mentre i lumi che illuminano la via principale si rispecchiano nel Brenta.


Sono contento di essere ritornato a Valstagna a distanza di qualche mese: come vi avevo raccontato QUI, a maggio ho visitato le grotte di Oliero - frazione di Valstagna, mentre i miei colleghi più sportivi e coraggiosi si dedicavano al rafting


Si è fatta ora di tornare alla base: e mentre l'auto sfreccia lungo la superstrada, risuonano le note di Max Pezzali, forse il miglior interprete delle emozioni dei ragazzi delle nostre generazioni (rispettivamente, della mia e di quella di Filippo).
(segue)

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